Il servizio dei tamponi rapidi su prenotazione, riservato ai residenti di San Fermo senza sintomi, è terminato.
Un servizio che è stato molto apprezzato dalla popolazione, sia per la velocità con cui veniva effettuato, che per il suo costo, nettamente sotto la media dei prezzi richiesti da tutti gli istituti di analisi e dalle poche farmacie in provincia che lo praticano.
(Il prezzo stracciato di 10 euro, era circa un/quinto del costo reale di un tampone praticato senza l’ausilio dei volontari).
Con 50 persone accertate positive a San Fermo la scorsa settimana, il servizio forse si sarebbe potuto continuare.
Un plauso va in ogni modo indirizzato a tutti i volontari della CRI di San Fermo che si sono prodigati per rendere possibile effettuare questo fondamentale servizio.
Ora la speranza è che il governo renda possibile la vendita in farmacia dei tamponi salivari rapidi, come è già avvenuto in Canton Ticino.
Crediamo sia prioritario, visto che l’emergenza è tutt’altro che finita.
Ancora la settimana appena passata, ha visto il virus arruolare altri residenti, qui a San Fermo, ma anche a Parè.
E, con la riapertura delle scuole, cioè con il tentativo di tornare ad una vita relazionale “normale”, è fin troppo facile prevedere che altre persone, grazie alla promiscuità derivante dalla semplice frequentazione, verranno contagiate.
Ribadiamo che l’unica via di uscita è la vaccinazione di massa, e l’isolamento immediato delle persone che risultano positive.
Solo così possiamo pensare di uscire dalla pandemia e non ritrovarci a settembre, come ci siamo ritrovati nel settembre scorso, punto e daccapo.

Riteniamo poi che gli organi di informazione, molti dei quali stanno effettuando una campagna diffamatoria martellante nei confronti della vaccinazione di massa, prendendo a bersaglio il vaccino AstraZeneca, siano responsabili non solo morali, ma anche materiali, di molte morti presenti e future.
Perchè, in guerra, non ci si può permettere di annoverare fra le proprie fila disfattisti e vigliacchi.
Sebbene costoro ultimi siano comunque destinati tendenzialmente a non sopravvivere alle calamità, la loro opera deleteria diventa persino criminale, nel momento in cui riesce a fare breccia nelle persone sprovviste di capacità di analisi propria, suffragata da una dose di sufficiente, quanto necessaria, informazione scientifica.
Come, appunto, in guerra.
Perchè, questa, guerra è.

vittorio belluso

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