La situazione politico amministrativa, in quel di Cavallasca, almeno per quello che è il mio personale metro di giudizio, va di male in peggio.

Approssimazione, improvvisazione, clientelismo alle piccole lobbie del paesello, stupidità ed invidia, sono le caratteristiche che, più di ogni altre, caratterizzano il modo di amministrare della disastrosa giunta ronchetti.

L’apoteosi dell’incapacità, la conferma senza appello della inaffidabilità del nostro sindaco e di chi è con lui, si è avuta durante questa settimana.

Dapprima con la festa di San Michele, organizzata dalla parrocchia, ove, con una delibera che solo una giunta di ‘citrulli‘ poteva firmare, si è di fatto impedito ad un esercizio pubblico quale una farmacia aperta di turno di sabato, di espletare la propria funzione.
Con una delibera, infatti, che ha ordinato di chiudere la via Dunant, contrariamente agli accordi verbali da me presi col capo dei vigili, sig. Leanza, sin dal suo imbocco all’incrocio con la via per Montano, sono state centinaia le persone, comprese persone portatrici di handicap e fattorini con le ceste con le medicine, provenienti da tutti e quattro i punti cardinali della provincia, che non sono riuscite a raggiungere la farmacia, perchè impedite dallo sbarramento della strada.

Ciò è successo perchè quella figura caricaturale di sindaco che risponde al nome di Ronchetti, per non occupare l’erba del parco di villa Imbonati dai gazebo delle bancarelle del mercatino e dal calpestio della gente, ha pensato bene di preservarlo andando di fatto ad interrompere un pubblico esercizio.
Solo a Cavallasca succedono queste cose, solo a Cavallasca si ha un parco municipale in cui le persone, bambini in primis, non sono ben viste_ meglio che non vi accedano, meglio che non vi giochino.
Tanto varrebbe stendere un immenso cellophane su tutta l’erba del parco, così si conserva meglio.

Ma, ciò, ancora non basta!

Mercoledì, da Pesaro, è giunta la notizia che, sulla questione fusione per incorporazione con San Fermo, tutto ciò che ci avevano fatto credere, ovverosia che non vi era la convenienza a realizzarla, come io_mi sia dato atto_avevo sostenuto sin dall’inizio, si è rivelato errato e scorretto.

Come è possibile ch’io farmacista abbia compreso subito quel che due sindaci e due segretari comunali, non sono stati capaci di comprendere?
Una sola parola: incapaci!
Sindaci dimettetevi subito dopo aver licenziato i burocrati  di cui vi siete contornati!

Tutto ciò, cari amici e care amiche, mi porta ad essere ancora più disgustato di quanto già non sia, nei confronti dell’amministrazione.

I Consigli Comunali sono una pagliacciata, con il loro voto sempre teleguidato, cui manca alla base una sana dialettica e la capacità di lettura critica delle discussioni che vi si svolgono.
La mia attività politica, di portata provinciale, si espleta assai più incisivamente per mezzo di questo blog  che non in Consiglio Comunale.
Avrei desiderio di non mettere più piede in Consiglio,Comunale, da tanto inutile ritengo ormai essere questa istituzione con alla guida la guida che ha.
Ma due cose mi impediscono di dare le dimissioni per dedicarmi alla sola politica provinciale: il fatto che dietro di me vi è il vuoto.
Nessuno come me, saprebbe portare a galla, denunciandoli, i clientelismi che hanno portato l’attuale giunta al secondo immeritato mandato.
Mi riferisco alle paghe spropositate di talune figure che fanno parte della nostra pubblica amministrazione con ruolo dirigenziale, le cui delibere ho pubblicato, spoglie di qualsivoglia commento, su questo blog. Delibere varate a cavallo della riconferma dell’attuale giunta, nel maggio del 2014.

Mi riferisco poi alle piccole lobbie di chi specula e trae sostentamento gravitando attorno ad un potere locale che dorme sempre: costoro hanno sostenuto l’attuale giunta e continueranno a farlo finchè il popolo non si sveglierà.

L’ultima e più importante considerazione che mi impedisce di dare le dimissioni, è che, nel ruolo di consigliere comunale, sono nelle condizioni di accedere agli atti, anche quelli ‘nascosti’, quelli che è meglio che ‘non si conoscano’ al fine di esercitare quella funzione di controllo che è necessaria, ma che mi è valsa la fama di ‘rompipalle‘.

Costoro, tutti costoro, al contrario, dovrebbero ringraziarmi.

vittorio belluso

 

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)
Print Friendly, PDF & Email