Nei giorni scorsi, ancora ieri l’altro, e, molto probabilmente, nei prossimi, il Prefetto di Como ha convocato e sta convocando i sindaci della Provincia, a gruppi di 50 per volta.
Il motivo degli incontri è sempre lo stesso: trovare nuovi posti ai clandestini appena arrivati da smistare in giro per la Provincia.
Quel che siamo stati autorizzati a divulgare, è che, alcuni sindaci di una ben precisa parte politica, la stessa che ieri ha sacrosantemente tolto i sussidi di incentivazione al turismo messi a disposizione dalla Regione Lombardia anche a quegli albergatori speculatori che, in nome del ‘
buonismo dell’accoglienza’, stanno facendo affari d’oro affittando le camere ai clandestini, hanno abbandonato il tavolo della trattativa, ritirando, col dovuto garbo dovuto all’alta carica del Prefetto, la loro disponibilità a collaborare per fare si che nuove orde di sedicenti profughi si installino nei loro Comuni.

Nel merito, non siamo risusciti a sapere che posizione abbia preso Cavallasca, ma siamo pessimisti nel merito.

Il precedente di pochi giorni fa del Perroni, sindaco di Villaguardia, che ha indirettamente accettato per primo la nuova ondata di asilanti, in affitto sul suo territorio ad opera di privati, non lascia presagire nulla di buono.
Ci viene inoltre riferito che il Prefetto, abbia chiesto ai sindaci di collaborare di più, sul tema dell”accoglienza’ coi preti e con le parrocchie.
Infatti i sacerdoti hanno ricevuto il diktat di papa Francesco: “accogliete tutti e convincete i parrocchiani a mettersi in casa i clandestini”.

In questa ottica, va letta la recente e saggia decisione di don Teresio_parroco di s.Michele, di officiare la st.Messa con degli stralci in lingua inglese.
L’inglese è la lingua comunemente compresa dai clandestini.

Al momento la cosa è fatta ufficialmente in onore dell’unico clandestino cristiano frequentante la chiesa, ma è chiaro che si spera che poi, con questa novità, si riesca ad attirare a Messa anche qualcun altro, dei 22 clandestini che sono ospitati a Cavallasca di cui 20 di fede dichiarata musulmana.
L’obiettivo, non dichiarato, è convertirli al cattolicesimo, secondo le direttive vescovili e papali che vogliono i Comuni e le parrocchie unite a scapito (ed a spese) degli italiani.

Tornando al fatto che in Prefettura si stanno svolgendo fittamente incontri coi sindaci, appare sempre più palese il conflitto fra poteri che si è creato fra il potere centrale ed il potere regionale, con cui siamo a stretto contatto.

I sindaci sono sempre più divisi, a seconda dell’appartenenza politica, spesso non dichiarata in campagna elettorale, che supera nei fatti la neutralità delle liste civiche.
E’ il caso della giunta di filo_immigrati di Cavallasca: in campagna elettorale si dichiarava al di fuori dei partiti e degli schieramenti politici, ma, nei fatti, la sua appartenenza viene svelata proprio dall’atteggiamento assunto nei confronti delle richieste prefettizie:

Il “
signorsì signor Prefetto”, non è una nostra invenzione, ma un dato di fatto.

Evviva la bandiera della Pace, evviva il multuiculturalismo, evviva il cattocomunismo imperante, evviva Eurabia.

vittorio belluso

le foto che seguano riguardano un ‘articolo apparso su La Provincia nei giorni scorsi e un albergo che ospita a pagamento i richiedenti asilo politico, in una via centralissima di Bormio.

dt 1albergo stella

p.s. X il lettore

Sempre più convinto che la mia opera informativa, unica e controcorrente, sia l’architrave che dona al Consiglio Comunale di Cavallasca una parvenza di democrazia che, in realtà, non meriterebbe.
Spero solo che fra i lettori non nostri votanti, vi sia chi sappia apprezzare l’onestà intellettuale e la puntualità della nostra contro informazione, colpevole solo di essere scomodamente cruda e sincera.

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