Si è svolto un incontro pubblico sul ‘Controllo di vicinato’

Si è svolto ieri sera, presso la storica e prestigiosa sede di villa Imbonati, un incontro pubblico dal titolo “Un paese più sicuro con la sicurezza partecipata”, a cui hanno partecipato, nelle vesti di relatori, il sindaco Mascetti, il neopresidente della commissione sicurezza, dott. Pierangelo Marongiu, l’assessore alla sicurezza, sig.ra Chiara Robba, il comandante dei vigili urbani Francesco Leanza, nonchè il comandante della locale stazione dei Carabinieri di Rebbio, Claudio Maggio, e due fra gli organizzatori del controllo di vicinato nella provincia, i sig.ri Stefano Maesani e Michele Malagoli, quest’ultimo di San Fermo.
Bene, cosa è venuto fuori dalla serata?
Quali ‘dritte’ possiamo noi dare al lettore di quest’articolo che ieri sera, per un motivo o l’altro, non è potuto partecipare all’incontro?
Proviamo a sintetizzare:

Innanzitutto va detto che tale esercizio di controllo, si basa sulle tecnologie moderne a disposizione sui normali telefoni smartphone.
Il segreto, se mai di segreto si può parlare, e che i gruppi Whatsapp devono rispondere a precisi requisiti, senza dei quali sono destinati ad essere ne più ne meno di quei tanti gruppi che ogni tanto si formano e che finiscono sempre con l’esaurirsi per l’inconsistenza e la confusione di informazioni che dentro vi vengono date.
Facciamo qualche esempio: chi di noi non è mai stato immesso in un gruppo della scuola dei nostri figli, o dell’asilo, o della lista politica locale, o della parrocchia o quel che volete voi, … e chi di noi presto o tardi non si è accorto che un qualche membro del gruppo ne faceva un uso distorto, cambiando il sito per un luogo di incontro ove postare auguri natalizi, proposte di cene di comitiva, tentativi di vendere qualche oggetto che si ha in casa s di cui ci si vuole sbarazzare … insomma, di tutto fuorchè ciò che è attinente al tema del gruppo.

Così è che per il controllo di vicinato, che deve, per essere efficace, avere un numero limitato di famiglie che vi partecipano, tutte in stretto contatto fra loro.
Ovverosia non ha senso fare un gruppo  Whatsapp che inglobi tutta San Fermo – Cavallasca compresa – perchè il sistema perderebbe di efficacia.
Meglio crearne uno per Villaggio del Sole, uno per Vergosa, uno per Ca’Martello, uno per via Sarfatti e così via.

I responsabili dei gruppi, a loro volta, si coordineranno fra loro mettendosi in contatto con le forze dell’ordine, aiutandole nel loro lavoro e non finendo con l’esserne di ostacolo.

Altra cosa interessante che è venuta fuori ieri sera è che bisogna fare attenzione anche ai social network, ai falsi profili.
Chi infatti può dire di conoscere personalmente tutti gli amici o pseudo tali con cui si è in contatto?
I ladri usano falsi profili per entrare nei social e studiare e individuare le potenziali vittime. Conoscerne senza sforzo le abitudini, e venire a sapere quando è il momento propizio per colpire.
Infatti sono tante le persone che, con ingiustificabile ingenuità, non riescono a resistere alla tentazione, quando sono in vacanza, di inondare il web con foto di loro sotto la torre di Pisa, o con un bel mare davanti, o un o splendido paesaggio montano davanti.
Bene, questo è il genere di post più apprezzato dal ladro: sa che può agire a casa del vacanziero indisturbato perchè, appunto, questi non c’è.
Altro ed ultimo punto interessante, è venuta fuori una problematica tutta italiana, insita nel nostro modo di essere in italiani: il nostro individualismo, il nostro egoismo, il nostro menefreghismo, l’incapacità che abbiamo, di andare d’accordo fra vicini di casa.

L’invidia regna sovrana, così come il non amare il prossimo. (primo fallimento – diremo noi – dell’insegnamento di stampo cattolico che troppo spesso è solo di facciata).
Nelle corti, nei condomini, nelle frazioni, – riportano i nostri comandanti delle forze dell’ordine – 8 famiglie su 10 si detestano.
E quindi non sono pronte a collaborare fra loro nemmeno per una causa come la sicurezza che sarebbe a vantaggio di tutti.
Se i vicini di casa, fossero in grado di superare le proprie limitazioni in termini di sentimenti personali in nome di un bene più importante e di valore quale la sicurezza, i gruppi di controllo di vicinato funzionerebbero meglio ed i ladri avrebbero vita ben più difficile.

vittorio belluso

 

 

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8 commenti su “Si è svolto un incontro pubblico sul ‘Controllo di vicinato’”

  1. Cara Aquila di via Alla Torre (non ritorno più sull'argomento se no non la finiamo più).
    Faccio presente che non ho bisogno di essere protagonista.
    Avrò sparato qualche cazzata (parola detta normalmente in televisione) Riconosco di non essere un genio se no ero già in America e non a calcare le strade di Cavallasca, e poi sa quante cazzate ne sento ogni giorno.
    Quello che dico è la verità dell'uomo della strada e la verità alle volte fa male e non tutti hanno il coraggio di dirla.

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  2. Marco augusto , debbo dare ragione al cittadino con senso civico .. o lei non capisce o spara un mucchio tale di ca****te che non è più in grado di distinguere il reale dal falso.
    Smetta di cercare di essere sempre protagonista con frasi inopportune

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  3. Sig. Marco Augusto o lei non capisce o più probabilmente fa finta di non capire.

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  4. Non potevo di certo andare dalle forze dell'ordine a denunciare una persona per non essere venuta a rubare in casa mia.
    Mi avrebbero riso in faccia o mi avrebbero portato al manicomio.
    A questo punto avrei dovuto denunciare tutti gli abitanti del mio paese per non essere venuti a rubare a casa mia.

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  5. Chi fa il controllo di vicinato lo fa per preservare casa sua non certo casa mia.

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  6. Dopo aver letto il riassunto della riunione mi pare che non sia uscito in conclusione, nulla di nuovo. La viglilanza è affidata ai cittadini e va bene ma la cosa fondamentale è che le forze dell'ordine debbono poi prendere seriamente in considerazione le segnalazioni ricevute e non sottovalutarle come spesso accade. Alcune segnalazioni saranno pure ingigantite ed esagerate ma non si possono sempre sottovalutare . Meglio una uscita a vuoto che un bel niente. Per ultimo i vigili urbani siano effettivamente operativi nell'urbe e non " vigilanti negli uffici". Che girino , che osservino e non si occupino sempre della solita" sosta selvaggia" sui rondò antistanti l'ospedale che equivale a comportamenti certamente non leciti ma anche di autodifesa verso la gravosità dei posteggi a pagamenti......perchè così ...."piace vincere facile", caro sig. sindaco.

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  7. Egregio sig. Marco Augusto spero che si sia reso conto della gravità di quanto le è stato detto e spero che il fatto l'abbia raccontato alle forze dell'ordine.
    Queste cose vanno sempre riferite a chi controlla il territorio e non vanno sottovalutate.
    Questa persona forse non verrà a rubare a casa sua ma potrebbe venire a casa mia !

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  8. Qualche tempo fa al bar del paese dissi:" Mi meraviglio che a casa mia non siano ancora entrati i ladri. "
    Un signore presente per tutta risposta mi disse:" Marco stai tranquillo che a casa tua non verrà mai nessuno," Risposi :" ma se viene da fuori un'altra banda." Rispose : " questo allora non te lo posso assicurare,"

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