Ieri sera, nella la sala consiliare dell’ex Comune di Cavallasca, si è tenuto quella che, con ogni probabilità, risulterà essere l’ultima seduta del Consiglio comunale di questo breve mandato.

Per quanto concerne il debito contratto dalla precedente amministrazione cavallaschina, occorre sottolineare che nulla di nuovo è emerso.
Altro non si è fatto se non ratificare i dati già resi pubblici nei mesi scorsi.
Il sindaco ha affermato che, se riconfermata la sua squadra, non vi sarò ulteriore consumo di suolo, come ipotizzato dalla lista Tiso/Butti e che le cifre preventivate alla voce ‘entrata da oneri di urbanizzazione’, sono da ritenersi congrue se non di scarsa entità nel contesto generale del bilancio, valutato di circa 9 milioni di euro.

A proposito di Tiso, è notizia di oggi ch’Egli ha deciso di ripresentarsi.
Un peccato secondo noi: un’occasione persa per lasciare Mascetti e la sua squadra da soli, in piena libertà di agire secondo logiche che non ci appartengono.

Una politica ormai palesemente vessatoria da un punto di vista delle tasse occulte (autovelox, Tari al massimo per l’ospedale – vera ed unica gallina d’oro nella manica– e clientelare nei confronti delle congregazioni dall’altra, a cominciare con l’intenzione di foraggiare la parrocchia accrescendo enormemente a nostre spese il patrimonio immobiliare della chiesa, con la dubbia operazione della ristrutturazione dell’asilo di Cavallasca – come è noto – di proprietà parrocchiale.
Scuola materna che vedrebbe investita su di esso una cifra circa 4 volte superiore al suo valore.
Dal punto di vista immobiliare ed imprenditoriale un’operazione semplicemente folle, che il contesto di yesman scodinzolanti che fa capo a Mascetti non è evidentemente in grado di giudicare in tutto il suo disvalore, tanto che il sottoscritto è stato tacciato di essere un esponente dello statalismo più illiberale.
Sig!
Questione di punti di vista cui solo il tempo potrà permettere di esprimere un giudizio sereno.

Se da una parte si può affermare che ‘King Pier’ ha già vinto le elezioni dell’11 giugno non mollando la cadrega, è pur vero che non si vede all’orizzonte nessuno in grado di sfilargliela a buona ragione.

E’ questo, in fondo, che non va nella politica del paese, come non andava quando c’era la Cavallasca dei ‘git’ : se capisci prima degli altri che si sta andando a sbattere, devi stare zitto.
Fermarti ed aspettare.
Affinchè tutti gli altri abbiano il tempo di comprendere le tue posizioni fino in fondo,  che altrimenti diventerebbero solo materia di critica pregiudiziale.

Solo allora, sarà possible tornare in campo.
Prima sarebbe energia sprecata in un contesto generale tinto di grigio.

vittorio belluso

nella foto, la riunione del 28 aprile 2017

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