La situazione politica di San Fermo

Nell’ultima seduta del Consiglio comunale sanfermino, tenutasi sabato mattina scorso, sono emersi alcuni fatti che meritano di essere sottoposti all’attenzione dei lettori.

Vi era infatti da approvare il bilancio.
Bilancio comunale che è il più florido fra tutti i bilanci dei Comuni della provincia di Como, anche se il fatto che i meriti siano da attribuire a sindaco e giunta … è cosa opinabile.
Vero è che a contribuire ad un bilancio in positivo per 2 milioni di euro (si, avete capito bene, il bilancio è in positivo per 2 milioni di euro), non vi sono solo i proventi del parcheggio dell’Ospedale, ma anche le oltre 900.000 euro avute dallo Stato come premio per la fusione con Cavallasca.

Fusione che, qualcuno forse lo ricorderà, e qualcun altro forse lo riconoscerà, è da attribuirsi in grande parte a chi vi sta scrivendo. Cioè a quella lista comunale che si chiamava Forza Cavallasca, che ebbe il coraggio e la lungimiranza di mettere la fusione con San Fermo al punto 1 del proprio programma elettorale, spaventando l’elettorato più conservatore, contrariando gli affaristi locali, ma riscuotendo comunque un buon successo di consenso.
Senza l’opera di quella lista coraggiosa e contro corrente (parlo di lista perchè non ero io solo a proporre una determinata politica, ma le tante persone  che appoggiavano e sostenevano quel progetto), col cavolo che il buon Mascetti si sarebbe ritrovato 1 anno e mezzo dopo un’amministrazione che lo pregava in ginocchio, (contraddicendosi) di incorporare Cavallasca, visto che si ritrovava sommersa da un bilancio che aveva evidenziato una voragine, che a sua volta aveva determinato l’aumento al massimo di tutte le tasse locali per un periodo di almeno 10 anni.

Anche sotto questo profilo, l’opera della lista di minoranza Forza Cavallasca fu difficile, in quanto l’unica ad evidenziare cose che proprio non andavano bene, insite nella politica di chi allora guidava la comunità.
Dai premi pecuniari ad alcuni dipendenti comunali quando mancavano tutte le condizioni perchè questi venissero erogati, ad altre questioni legate sempre ad una eccessiva permissività, fu così che il Comune di Cavallasca si ritrovò a fronteggiare un malcontento dei residenti come mai si era visto prima. (Nel frattempo la prefettura aveva anche inviato dei clandestini ospiti di una villetta in centro al paese, acuendo il già teso rapporto fra la cittadinanza nel suo complesso e l’amministrazione in carica).
L’incorporazione con San Fermo, venne vista come un’ancora di salvezza, in grado di riportare le tasse locali a livelli “normali” e forse anche a “scongiurare” eventuali ricerche di responsabilità sul buco di bilancio.
Quindi possiamo ben dire che se oggi il Municipio di San Fermo può vantare un avanzo di bilancio così corposo, ebbene ciò non è nelle corde di chi ci amministra, ma nella storia del recente passato, in specie di Cavallasca.

Cosa succederà dopo il 31 dicembre 2026, allorchè i trasferimenti dello Stato, come premio per la fusione, cesseranno?
Tutti se lo chiedono ma nessuno può saperlo.
Resterà il milioncino di euro che entra dall’ospedale, ma anche qui non vi è la certezza assoluta che l’albero della cuccagna produrrà soldoni per sempre. (Vedi articoli recenti circa la proposta di togliere la gestione del parcheggio a San Fermo).

Ultima chicca, da bastian contrari quali noi siamo (o forse da persone abituate a guardare un pochino più in là del consueto), ribadiamo la nostra avversione per il nuovo asilo parrocchiale che è in procinto di essere inaugurato.
Conta poco che sia davvero bello e ben costruito, con materiali di prima qualità.
Di fatto va a saturare un quartiere in cui non si troverà un parcheggio nemmeno a piangere, perchè avere una nuova capacità di accogliere 200 bambini significa che il pulmino che li trasporterà non riuscirà nemmeno a invertire la marcia, una volta arrivato a destinazione, perchè non c’è uno straccio di piazzola per manovrare.
Significa che i genitori che accompagneranno i bambini pianteranno l’auto in mezzo alla strada, bloccando il traffico.
Per quanto poi riguarda la parte “economica” ribadisco ancora una volta che si tratta di una regalia fatta alla parrocchia, sorgendo l’asilo su terreno di proprietà di questa, e che ritengo semplicemente vergognoso che si siano elargiti tanti soldi pubblici per questo scopo.
Chi l’ha voluta, cercata e votata, non solo non ha reso un servizio alla collettività, ma ne ha causato un danno.
Un danno che solo con il passare degli anni si evidenzierà in tutta la sua portata.

Senza un progetto urbanistico che sia all’altezza, cioè che valuti le opere pubbliche e l’urbanistica in generale in un contesto globale, si proseguirà sempre con la politica clientelare della “pezza”o “rattoppo”, cioè senza curarsi di analizzare a fondo le problematiche, o perchè non lo si vuole, o perchè non si è in grado di farlo.

vittorio belluso

 

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