Cari lettori, ancora una volta tentiamo di darVi resoconto dell’attività politica locale, secondo il nostro metro e sentore, laddove, prima di noi, nessuno.
Punto per punto, vi facciamo la nostra cronaca, come da tradizione, senza sconti né peli sulla lingua.
Il Consiglio comunale, svoltosi nella splendida cornice della nuova biblioteca comunale di via Somaini, aveva alcuni importanti punti all’ordine del giorno.
Vediamoli uno per uno:

1 e 2 è stata approvata una variazione di bilancio in seguito ad entrate erariali superiori alle attese, per 445.000 euro.
La fusione, come da noi annunciato fin dal 2013, ha comportato e sta comportando un fiume di soldi in entrata nelle casse del Comune. Oltre le attese. Oltre le speranze.

3 punto da noi giudicato non degno di nota.

4 è stata determinata l’aliquota addizionale comunale IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) per l’anno 2018: è rimasta invariata allo 0,35.
Ciò, secondo noi, è molto negativo e ci spiace che la minoranza di sinistra – storicamente incline alle tasse – non abbia sottolineato che con le entrate strepitose che il Municipio ha avuto, avrebbe dovuto essere stato d’obbligo non tanto abbassare l’aliquota, ma eliminala del tutto.
Evidentemente la sete di soldi di questa amministrazione è inestinguibile.
Sappiamo bene che questo punto passerà semi inosservato, ma, secondo noi, la mancata abolizione dell’irpef a fronte delle entrate milionarie ed eccezionali che il Comune ha avuto, è l’ennesima dimostrazione della mediocrità di chi ci amministra e governa.
Si potrebbe fare meglio. Molto meglio.
Chiunque sarebbe capace di amministrare con entrate così.
Nessuno avrà mai il coraggio di dirvelo.
Tanto mai di scriverlo.
Noi, questo coraggio, l’abbiamo.

5 la I.U.C. (imposta comunale unica) (IMU), a carico delle aziende e delle seconde case, è stata mantenuta al 7,6 x 1000. (Anche qui sarebbe stato d’obbligo il diminuire l’aliquota, se non altro come incentivo alle imprese del territorio e come incentivo ad una economia italiana in difficoltà proprio a causa dell’alta tassazione centrale).

6 e 7  Tasi e Tari niente di nuovo, anche se si teme un aumento di costi relativo allo smaltimento dei rifiuti cui la gara d’appalto nuova è prossima, e si sottolinea come il tasso di raccolta differenziata di San Fermo sia nettamente inferiore a quello di Cavallasca, sotto il 60%.

9 ennesimo allargamento del buco di bilancio cavallaschino. Pare che altri soldi siano andati persi per strada e nessuno sappia che fine abbiano fatto.
L’ennesimo debito fuori bilancio a dimostrazione, se mai ancora oggi, ad 1 anno dall’avvenuta incorporazione in San Fermo, del totale fallimento della vecchia amministrazione.
Spiace dirlo, non abbiamo nessun motivo per rimarcare ancora questa incresciosa e umiliante situazione che ha visto lo smembramento (per non dire scioglimento) dell’intero Comune di Cavallasca assorbito dal finto salvatore della Patria, quel tal Mascetti che da Cavallasca sta avendo tutto senza aver dato ancora niente.

Ultima postilla, vogliamo fare un elogio al consigliere Giuseppe Micari, (foto)  per l’onestà intellettuale dimostrata nell’esternare i suoi legittimi dubbi sull’inopportunità di spendere un milione dei nostri soldi per rifare una scuola materna dagli spazi esigui ed insufficienti che tali resteranno anche dopo la ristrutturazione.
Micari prudenzialmente non ha toccato il discorso sulla proprietà dell’asilo – che è parrocchiale – e quindi sul fatto che non esiste il fare un investimento di questa portata su di un immobile non di proprietà municipale.
Ma noi non abbiamo peli sulla lingua, e lo denunciamo una volta di più rincarando la dose:
una comunità che non prova sdegno di fronte a questa cosa è una comunità che semplicemente merita quel che ha.
In torto ci siamo noi.

Ultima chicca, riportiamo una domanda fatta da un consigliere all’assessore Fabio Ansideri cui non abbiamo udito una risposta esaudiente:
45.000 euro di gettone di presenza … Che cos’è sta roba?

vittorio belluso

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