Si è svolto ieri sera il Consiglio comunale di San Fermo, come è ormai consuetudine, nella storica sede di villa Imbonati.
Scarso il pubblico presente in sala.

Dei 9 punti all’ordine del giorno, intendiamo oggi trattarne uno solo, nella sua duplice faccia, affinchè il lettore possa rendersi conto di come determinate scelte siano in realtà mosse da opportunismo politico-elettorale, anche quanto ammantato da dichiarata sensibilità nei confronti delle famiglie numerose talvolta anche bisognose.
Ci riferiamo al punto più importante dibattuto ieri, alle nuove tariffe della Tari, di cui, con grande enfasi, sindaco e assessore al bilancio hanno annunciato il ribasso.
Un ribasso in realtà non generale, ma limitato alle cosiddette utenze domestiche, ovverosia non ai negozi o alle imprese che generano profitti e posti di lavoro, ma alle singole famiglie.
Ora, l’aver applicato tariffe che all’aumentare dei membri di una famiglia percentualmente incidono meno sul bilancio complessivo famigliare, non deve distogliere l’attenzione sul fatto che, parallelamente e in sordina, si sono aumentate le utenze NON domestiche, con particolare accanimento alla categoria dei parrucchieri, che vedono un rincaro vicino al 62%.
Il lettore deve essere edotto sul fatto che, per legge, i comuni non possono fare cassa dall’introito della Tari, che resta una tassa incomprimibile: tanto costa il servizio e tanto il comune deve introitare.
Quindi, l’annuncio in pompa magna di aver abbassato le tasse alle famiglie numerose …” perchè questa amministrazione ha a cuore le necessità e i bisogni delle povere famiglie in difficoltà” … non deve ingannarci.
Parallelamente alle diminuzioni alle famiglie è corrisposto un aumento alle attività produttive.
La somma non cambia in quanto il costo complessivo del servizio di raccolta dei rifiuti è inespandibile e incomprimibile.
Si tratta quindi di una decisione spregiudicata presa in funzione delle prossime elezioni per poter dire in sede di campagna elettorale che l’amministrazione in carica è buona e vuole bene ai bambini.
Forse sarà anche vero ma di sicuro non ne vuole, o non ne vuole abbastanza, ai parrucchieri, tutti rapati a zero, e, in generale, alle attività produttive e artigianali, cioè alle cosiddette Partite IVA.
Attività produttive che poi sono quelle che mantengono vivo un paese, che generano posti di lavoro, che pagano tasse su tasse su tasse, evidentemente emesse contro di loro in quanto considerate alla stregua di vittime sacrificali da immolare sull’altare della convenienza politica.
La mossa di alzare la tari ai negozi per poterla abbassare alle famiglie, (secondo il principio di Pascal e Stevino dei vasi comunicanti), ci ha ricordato tanto la mossa elettorale di Renzi di qualche anno fa di dare in busta paga 80 euro ai lavoratori dipendenti sotto una certa soglia di reddito, onde ottenerne il voto di massa.
Peccato però che, a quella mossa populistica, corrispose un aumento generale di tutte le altre accise che soffocarono le imprese ancor più di quanto già non fossero, generando disoccupazione, chiusure, trasferimenti all’estero con perdite definitive del posto di lavoro.

Quindi, in altre parole, attenzione cari lettori: non tutto è come appare.
Non tutte le decisioni che sembrano buone poi lo sono veramente.
Alcune sono prese basandosi sull’egoismo del singolo cittadino che non vede (o non vuole vedere) oltre la punta del proprio naso, pensando unicamente al proprio orticello.
Per fortuna per Voi, ora vi è questo blog che si occuperà di svelarvi i retroscena di chi ci amministra, del come e con che fine vengono prese determinate decisioni e non altre, del come i politici, anche locali, intendono ottenere il Vostro voto: dandovi il contentino e tenendovi nascosto il resto.

Se a Voi va bene così …

vittorio belluso

di seguito le nuove tabelle Tari di San Fermo della Battaglia distinte fra utenze domestiche e NON domestiche

 

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)
Print Friendly, PDF & Email