Nemmeno in Burundi!

Cari lettori, premetto subito, chi Vi scrive non ha partecipato alla seduta nemmeno come spettatore.
E, prima di spiegarVi il perchè, tenterò comunque di farVi un breve sunto di quanto è stato deciso e deliberato ieri sera.

Innanzitutto, va sottolineato che non solo io ho disertato la seduta del Consiglio di ieri in quanto, mi riferiscono, era presente in sala un solo spettatore – dicesi 1 persona sola – a testimonianza che è avvenuta una frattura fra il popolo cavallaschino e la Sua rappresentanza.
I cavallaschini – così come i sanfermini – si disinteressano della cosa pubblica.
Questo è un dato di fatto.

Il capirne le cause … questo è anche compito nostro ed ora proveremo a proporre una tesi atta a provare ad individuarne la motivazione.

IL C.C. di ieri, in sintesi e sequenza:

-Nominato un nuovo revisore dei conti per scadenza del mandato del precedente; è stato nominato dalla Prefettura un certo dott. Erba, di Sondrio.

-Sono state delineate le partecipazioni del Comune nelle varie aziende, fra cui la San Fermo servizi, per adeguarle alla normativa. Niente di trascendentale, tutto secondo copione.

-E’ stato variato ulteriormente il bilancio e, fra le righe, è emerso che il buco cavallaschino dell’amministrazione precedente è superiore ad ogni pessimistica previsione.
E’ in fase di preparazione una relazione, da parte del sindaco, che spiegherà nel dettaglio lo sbilancio che si era venuto a creare, uno sbilancio che ormai si approssima al milione di euro.

-E’ stata modificata la convenzione per la casa anziani.
Ora, ad avvenuta fusione dei due comuni, le case anziani sono due: quella privata di San Fermo e quella compartecipata di Uggiate Trevano.
Serve quindi una normativa comune, ma la cosa è più facile a dirsi che a farsi.

Ultimo punto, il Consorzio dell’acqua Alto Seveso, (quello con cui l’amministrazione precedente aveva contratto il debito maggiore), si è fuso con Como acqua s.r.l., da cui è prevedibile, nei prossimi anni, un aumento della tariffe alle singole utenze.

Bene, sin qui l’analisi strettamente tecnica del Consiglio di ieri sera.
Ora Vi spiego perchè proprio non ce l’ho fatta ad andarvi.

Dopo aver saputo che il sindaco mi ha escluso anche dalla commissione cultura cui pure (a parole) aveva dichiarato di avermi immesso, mi rendo conto che la mia persona dà fastidio anche in una innocua commissione apolitica, ove, con grande presunzione ammetto, la mia persona sarebbe stata qualificata a parteciparvi come forse nessun’altra nel comprensorio.
Si, lo so, sono immodesto.
Ma tanto è.
L’avermi escluso da codesta commissione significa che il nostro amato sindaco teme anche la mia ombra, e, quindi, evidentemente, è da ipotizzare che non sia un uomo poi così sicuro di sé.
Tanto è vero che l’anomalo statuto che regola il funzionamento delle varie commissioni, accentra sulla figura del sindaco ogni potere, con delega di nominare, licenziare, accogliere o rifiutare qualsiasi forma di deliberazione prodotta dal lavoro di dette commissioni.
Nemmeno in Burundi funziona così:  solo a San Fermo!
Ma il popolo nemmeno se ne accorge e corre incantato alle varie feste con fuochi artificiali, vero e proprio specchietto per allodole così come le rotonde automobilistiche coi giochi d’acqua colorati.

Prima mi ha escluso dalla sua squadra di governo non candidandomi alle elezioni di giugno, poi ora mi esclude anche dalla commissione che si occupa della storia e delle tradizioni locali.
Bene a sapersi.
Ne prendo atto.
Da ora avrò più tempo per godermi la vita.

vittorio belluso

 

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