Lo Stato non mantiene gli impegni presi in materia di fusione riducendo di 60 mila euro gli incentivi erogati annualmente
al Comune di San Fermo come premio per l’avvenuta fusione con Cavallasca

Cari amici e lettori, come di consueto, ad avvenuto Consiglio comunale svoltosi ieri sera, sono ad informarVi, secondo il mio metro di giudizio, dei punti salienti emersi nel dibattito di ieri, tentando di analizzarli insieme a Voi.
L’ODG è quello che appare nella foto qui a fianco.

Innanzi tutto la notizia più importante è la diminuzione del contributo che lo Stato ci darà per la fusione. 60 mila euro in meno (per il momento. Non si sa se nei prossimi 7 anni tale contributo verrà decurtato ancora).
Ciò, a mio avviso ed ad avviso del sindaco Mascetti, è una cosa gravissima.
Ad uscirne leso non è tanto il bilancio comunale – che infatti ha dovuto subire una variazione votata – ma l’onorabilità stessa dello Stato italiano.
Uno Stato che non mantiene le promesse.
Uno Stato che cambia le regole del gioco a partita in corso.
Uno Stato che vanifica in maniera inqualificabile buona parte degli sforzi fatti in passato da chi, nella Fusione fra San Fermo e Cavallasca, ci ha creduto e si è speso nell’interesse della collettività.
Mi viene da pensare ai commenti arrivati in redazione da uno stimato professore cavallschino, fermamente contrario alla fusione, che, appunto, metteva in dubbio l’effettiva entità dei capitali che lo Stato italiano avrebbe poi effettivamente erogato al nuovo Comune.
Io personalmente, e con me molti cittadini, non credevamo che una ipotesi del genere potesse poi effettivamente verificarsi.
Ebbene, ci sbagliavamo!
Lo Stato italiano si è rivelato essere un interlocutore inaffidabile. 
Ed ora che ne sarà di tutti quei Comuni, come poteva essere la Cavallasca di qualche anno fa, in crisi di bilancio?
Quali Comuni continueranno a percorrere la strada della fusione in un’ottica di risparmio e di migliore gestione delle risorse?
Credo pochi.
Molto pochi.
A meno di una legge nazionale che obblighi i piccoli Comuni ad accorparsi fra loro, credo che ben pochi seguiranno il nostro esempio.

Altra considerazione che questo fatto suscita in me: il sindaco, ieri sera, ha manifestato il suo rammarico, ma non ha dichiarato nulla circa il fatto che, così come per gli incentivi per la fusione, un ente come può essere lo Stato o più limitatamente la Regione Lombardia, cancelli le clausole del contratto che regola la gestione del parcheggio dell’Ospedale st. Anna, a suo vantaggio.
C’ è da aspettarselo e da agire preventivamente, cosa che nel recente passato ho scritto ma che ha suscitato la risposta solo negativa del Sindaco, convinto come è che tale contratto sia insindacabile e che il milione di euro generato annualmente dalla gestione del parcheggio sia per sempre di solo appannaggio di San Fermo.
In ciò, ravvedo solo inadeguatezza da parte del nostro primo cittadino ad affrontare la nuova realtà che sta prendendo forma.

Altra cosa che è venuta fuori, è che – finalmente – si sta cercando di assumere un secondo stradino e che il personale in organico al Municipio è insufficiente.
E meno male che se ne sono accorti!
Secondo “taluni”, quando eravamo solo noi a dirlo, eravamo dei visionari.
Infatti il Municipio sempre più spesso deve ricorrere ad aiuti esterni per svolgere le sue normali mansioni, mancando il personale, dopo la “fuga” di quasi tutti gli ex dipendenti del Comune di Cavallasca.

Altra considerazione: per la seconda volta di fila il Consiglio comunale si è svolto a San Fermo, condannando la sala consigliare di Villa Imbonati coi sui settecenteschi affreschi … all’oblio.
Un oblio che non trova giustificazione.
Ormai sono rimasti solo gli ambulatori medici a dare una parvenza di vita al complesso.
Per il resto, incuria, erbacce e sporcizia la fanno ormai da padrone.

Ultima considerazione: il costruendo asilo di Cavallasca è stato elogiato per la sua adeguatezza (cosa che continueremo a mettere in dubbio) e la sua bellezza, … quasi fosse comunale.

Peccato però che di comunale vi è solo il milione di euro spesi per la sua ristrutturazione, visto che la proprietà era, resta e resterà, di un ente estraneo al Comune: la parrocchia.
La vera beneficiaria materiale di questo enorme sforzo economico.

vittorio belluso

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