+ 2 milioni e quattrocento mila euro!

 

Ieri sera si è svolto uno dei più importanti consigli comunali degli ultimi tempi, in quanto vi era all’ordine del giorno il rendiconto di gestione dell’anno 2018.

I punti all’ordine del giorno sono i seguenti e li analizzeremo nel loro complesso, tentando di fornirVi una chiave di lettura diversa e per certi versi inedita dell’analisi dei punti discussi ed approvati.

 

Innanzitutto la notizia più eclatante è la seguente: il Comune di San Fermo ha un avanzo di cassa di 2 milioni e quattrocento mila euro!!!
Una cifra che nessuno qua intorno può nemmeno lontanamente sognare di possedere, e non più vincolata dal patto di stabilità.

Andiamo per ordine:

Al punto 3 vi era il bilancio della farmacia comunale, che ha presentato un utile di 53.112 euro al lordo dei costi di ristrutturazione, a fronte di un fatturato di circa 1 milione e cento mila euro.
Mi esimerò dal commentare questa cifra, che a chi è addetto ai lavori – se vi sono dei farmacisti titolari che leggeranno questo articolo – parla da sola.

Nello scorrere del dibattito, viene fuori che è stato variato il bilancio di previsione per finanziare la riasfaltatura della via Cavour a Cavallasca, che piange fin dai tempi di Ronchetti.
Altra notizia ufficiale ma già anticipataVi qualche tempo fa, anche Cavallasca avrà l’illuminazione a led.
Un avanzo di cassa di 2 milioni e rotti di euro, sommati ai furti avvenuti nei mesi scorsi, lo impongono!

Ed ora spazio ad alcune considerazioni, che costituiscono poi la nostra visione politica ed economica sul modus operandi della nostra amministrazione:

… chi può vantare un bilancio così in provincia di como? …. nessuno!
Il capoluogo – tanto per fare un esempio – un avanzo di cassa spendibile subito come questo se lo sogna!
Merito dell’ospedale e della mia idea di fondere San Fermo con Cavallasca, da cui entrano 752 mila euro annue ancora per 8 anni.
Ma con un bilancio così non sarebbe doveroso assumere nuovo personale, dopo la “fuga” di quasi tutti gli ex dipendenti del defunto Comune di Cavallasca? … Almeno come rimpiazzo.
Ricordo che abbiamo 1 solo stradino e 2 soli vigili per poco meno di 8 mila abitanti!

E parallelamente non sarebbe buona cosa lanciarsi subito in opere pubbliche come l’illuminazione a led per tutta Cavallasca?
La speranza dettata dal buonsenso è che queste risorse vengano spese non tanto per far fare regalie a pioggia ad associazioni, parrocchie e assistenzialismo finito a se stesso, ma in opere che vedano più in là possibile nello spazio temporale, oltre il 2026, termine oltre il quale verrà a mancare il premio annuale di fusione.
Inoltre sarebbe utile abbassare le tasse locali, in special modo quelle legate alle imprese, come forma di sostegno tangibile alla ripresa della nostra economia locale.
… Questo farebbe una amministrazione illuminata, questo farebbe una amministrazione oculata e volta al futuro, in sintonia coi reali interessi dei cittadini.

Speriamo che un bilancio tanto “fortunato” non susciti invidie, gelosie e volontà di appropriarsene in Comuni male amministrati quali, per esempio, quello di Como, che non può contare nemmeno sui proventi del più importante ospedale provinciale, oggi tutti ad appannaggio nostro.
Anche sul fronte frontalieri buone notizie: le entrate nel 2018 sono aumentate, ma le correttive alla normativa in procinto di essere approvate dal parlamento svizzero non assicurano che queste continueranno anche nel futuro.
Manca quindi – a nostro avviso – una visione prospettica che guardi al futuro più lontano.
Si vive alla giornata, mese per mese, anno per anno.
Secondo Fabio Ansideri il 2026 è troppo lontano e troppe le variabili da prendere in considerazione, ma, affermando ciò, è solo emersa la sua reale statura politica.
Ciò è quel che differenzia il politico dallo statista, l’amministratore dal semplice consigliere che sa solo alzare la mano a comando.
Lo statista guarda lontano e si preoccupa delle generazioni future.
Il politico pensa a galleggiare, destreggiandosi fra le onde al solo scopo di continuare a farlo. Ma per se stesso, non per il prossimo. Anche il consigliere Giuseppe Micari ha fatto notare all’assessore al bilancio che manca una visione prospettica nella gestione delle risorse.

Infatti, a compendio di questa considerazione, abbiamo la conferma della decisione di stanziare buona parte delle risorse per i servizi sociali.
Non che sia sbagliato in via di principio, ma così si finisce col fare dell’assistenzialismo puro, che alla lunga, se è vero che paga da un punto di vista elettorale, non genera speranze e con esse alcun nuovo posto di lavoro.

Un po’ come il reddito di cittadinanza, oggi un popolo in declino quale è quello italiano, sceglie chi gli dà di più con meno fatica possibile, e ciò senza comprendere che così una Nazione non va da nessuna parte.
Può solo morire.

vittorio belluso

 

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