La nostra cronaca,  le nostre impressioni

Si è svolta ieri sera, giovedì 29 giugno 2017, la prima seduta del nuovo Consiglio comunale uscito da queste elezioni anomale che hanno visto un tasso di astensionismo vicino al 50%, e nelle quali Mascetti è stato riconfermato con una maggioranza schiacciante, vicina all’85%.
Via alcune figure storiche della giunta sanfermina, come Falsone e Coviello, dentro le rappresentanze femminili prodotte dall’obbligo di rispettare le quote rosa volute dal Governo, due delle quali non hanno proferito parola, neppure per ringraziare di essere state elette.

Tanto di cappello invece alla signora Anna Orlando (foto) la quale, parlando coraggiosamente e a braccio, pur ostentando una non eccelsa padronanza della lingua, ha rimarcato che Ella presterà particolare attenzione ai problemi del territorio cavallaschino, quel territorio che l’ha eletta.
…” con cuore e coscienza”, ha detto, con lo spirito femminile “forte e fragile allo stesso tempo”.
Parole profonde, dettate direttamente dal cuore, che ci hanno sorpreso positivamente, conquistandoci.
Certamente una dilettante della politica allo sbaraglio, ma pur sempre una gigante nella mediocrità generale che traspare da questo consiglio comunale poco rappresentativo della nuova realtà venutasi a creare con la fusione di Cavallasca e San Fermo, così come voluto da ‘King Pier‘, affinchè nessuno potesse creargli ‘inutili fastidi’.

Prima di analizzare punto per punto i passaggi dell’ordine del giorno, vogliamo soffermarci brevemente anche su quanto detto dal capogruppo di opposizione, Enzo Tiso.
In pratica Egli ha detto che occorra chiedersi il perchè a queste elezioni non si sia presentata la seconda lista storica di San Fermo, da sempre presente fra i banchi consiliari con un radicato consenso e come mai, degli ex consiglieri comunali di Cavallasca, nemmeno uno si sia ripresentato.

Questo fatto, a suo dire, impone una riflessione.
Ha quindi proseguito con un’altra riflessione, in cui ha dichiarato di non aver voluto ascoltare non meglio precisate ‘pressioni esterne’ che gli chiedevano di non presentare alcuna lista, in rispetto del proprio corpo elettorale.
E quindi di averlo fatto in rispetto degli uni e della democrazia.

Peccato però, diremo noi ancora una volta, rispondendo in un colpo ad entrambe le riflessioni tisine, che l’assenteismo altissimo avrebbe inficiato le elezioni, per cui il 100% di voti a Mascetti non sarebbe bastato neppure a raggiungere il 40% degli aventi diritto al voto, invalidando le elezioni.
Sarebbe venuto un commissario prefettizio  fino all’autunno con piena libertà di studiare i conti e in autunno saremmo andati nuovamente ad elezioni, con un Mascetti finalmente riportato a pressioni atmosferiche interne lontane dal rischio di scoppio e come sarebbe stato nel suo interesse, visto che, in fondo, gli vogliamo bene  e ci preoccupiamo per lui.

Dunque, veniamo ai punti:

Giuramento e insediamento del sindaco con la vestizione della fascia tricolore.

Nomina di Burgassi Daniele a vicesindaco in pseudo rappresentanza di Cavallasca.

Conferma della volontà di portare avanti i punti come da programma elettorale con tanto di € 1.200.000 regalati alla diocesi comasca sotto forma di spesa immobiliare per l’asilo.

Nominati i capigruppo.

Svolte le elezioni per i rappresentanti della commissione elettorale.

E quindi veniamo al punto a mio avviso più importante, e non solo per me che rappresento una delle due farmacie operanti a San Fermo: l’approvazione del bilancio della farmacia comunale e il rinnovo dell’ incarico a chi ne cura la gestione finanziaria.

Diciamo alcune cose che non troverete scritte da nessuna parte:

49 mila euro di utile della farmacia non sono niente. Anzi, sono la prova che la gestione finanziaria è deficitaria già da adesso.

Il capitale immobilizzato, le merci in giacenza, le spese sostenute a suo tempo per rifarne la sede, e quelle che saranno sostenute per ampliarne l’attuale, non si remunereranno, aggravando il deficit della farmacia che più presto che tardi verrà allo scoperto.
Il sindaco, non comprendendo che come prima autorità sanitaria locale non dovrebbe assumere un atteggiamento così partigiano nei confronti dell’una farmacia a dispetto dell’altra, per cercare di far quadrare i conti ha esteso a dismisura l’orario di apertura, (senza coordinarsi con l’altra farmacia operante nello stesso territorio), ma, così facendo, ha creato tutte le premesse perchè il personale impiegato nella comunale sia sottoposto a ritmi di turni e lavoro estenuanti, pur nel rispetto dei dettami delle normative contrattuali sindacali.

L’utile di appena 49 mila euro, che poi è il costo annuo di un dipendente, fa si che, se non si vuole che la farmacia vada in rosso palese, non si possa assumere un altro farmacista.
Saremmo quindi curiosi di conoscere il grado di apprezzamento del personale ora impiegato e cosa pensa nel merito di queste decisioni imposte dall’alto.
Probabilmente col l’implicito diktat
 che “o fate così o … fate così”.

I restanti 3 punti dell’ODG non meritano quasi commento, se non che è stata approvata la legge regionale che permette il recupero a fine abitativo dei semiinterrati.

vittorio belluso

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