..  e fa niente se si va a sconvolgere la vita a mezzo mondo residente, togliendo posti auto necessari, e convogliando su di una strada strettissima il traffico di una provinciale,  … quel che conta è far contento il prete, allargandogli di 3 mt il  sagrato.

Sta per essere approvato dalla giunta e poi dal Consiglio comunale, un progetto viabilistico che tenta maldestramente di porre rimedio alle criticità che era fin troppo facile prevedere che si sarebbero verificate, allorchè si decise di investire denaro pubblico per mantenere la scuola elementare e la scuola materna dove sono tutt’ora, bocciando in partenza tutte le proposte che persino da questo blog erano state avanzate, e cioè di trasferire TUTTI i complessi scolastici da dove sono ora – in una zona asfittica, priva di spazi e parcheggi, con strade strette – nei dintorni della villa Imbonati, all’imbocco della via Dunant, nel attuale “pratone” antistante le Poste Italiane.

Solo ora ci si è accorti che mancano i parcheggi, che i bambini sono costretti, per recarsi a scuola, a percorrere una strada trafficata e stretta, quindi pericolosa.
In verità, un percorso alternativo, la giunta Paolo Russo l’aveva anche studiato: si trattava di fare passare i bambini da un percorso protetto, attraverso il ponticello, ora arrugginito, che taglia la via Provinciale.

Ma, tale percorso alternativo, venne subito scartato, perchè più lungo e, soprattutto, scomodo. ( Si trattava di arrampicarsi per troppe scale per raggiungere il sovrappasso, quindi abbandonato quasi subito all’attuale oblio).
Ora ci si accorge che i bambini debbono camminare in fila indiana a fianco di auto di persone che, a quell’ora, si stanno recando al lavoro, spesso andando troppo di fretta.
E solo ora ci si accorge anche che persino il sagrato della chiesa è piccolo e stretto, tanto che nei giorni in cui si svolgono affollati matrimoni e funerali, la viabilità nella piazza ne risente.
Tutte criticità vecchie di decenni, ampiamente risapute.
Eppure, la giunta del signor Mascetti, le ha bellamente ignorate, finendo con lo scontrarsi con la realtà odierna.
Quindi si cerca di correre maldestramente ai ripari.

Ma – a nostro avviso – la cura che sta prendendo forma è peggiore del male stesso, se è vero come sarà vero che si andrà a sconvolgere la viabilità di tutte le strade adiacenti il centro di Cavallasca, non solo della via Carbonera, in particolare della strettissima via Sarfatti.

Via Sarfatti è un budello a doppio senso, ove molti residenti non posseggono un box, e che quindi sono costretti a lasciare la propria auto in strada, con ovvie implicazioni al traffico nei due sensi.
L’idea di rendere questa via un senso unico, è anch’essa sbagliata, perchè se da una parte essa comincia proprio nella piazza del paese, laddove si vuole allargare il sagrato della chiesa a spese di una carreggiata (implementando quindi un senso unico), dall’altra la via Sarfatti sfocia proprio davanti al cimitero, sulla provinciale via San Fermo, con una curva a gomito che impedisce alle auto che la transitano di svoltare a sinistra, verso Como. (E che conseguentemente sarebbero costrette ad andare fino a Colverde per invertire il senso di marcia, come già è ora).
L’idea quindi di implementare una ZTL in tutte queste vie, compresa la via Carbonera, ad un senso, ci pare non solo sbagliata, ma addirittura folle.
Si va a sconvolgere la vita dei residenti della tranquilla Via Sarfatti, facendo diventare questo budello quello che non è e non potrà mai essere: una della principali strade di scorrimento di Cavallasca, senza parcheggi e senza marciapiedi.

Ci sia consentita un’altra considerazione:

Ma come si fa ad essere così miopi?
Come si fa a non vedere quelle che sono le reali criticità della viabilità di Cavallasca?
Quanti incidenti (anche mortali) sono già successi nel tratto di strada antistante la villa Sarfatti (denominata “Il Soldo”) e Bruschèe?
Perchè non impiegare i denari pubblici per mettere in sicurezza tale percorso?
Prendiamo per esempio la via San Fermo, totalmente priva di un percorso pedonale e ciclistico nel tratto che collega la piazza Garibaldi a Ca’ Martello.
Gli abitanti di Ca’ Martello non godono forse degli stessi diritti degli altri residenti di San Fermo?
Non avrebbero forse il diritto di recarsi a piedi in sicurezza nel centro del loro paese?
E invece no!
Ancora una volta, si sceglie di fare un piacere alla parrocchia, e solo a lei.

vittorio belluso

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