La grande politica sta a Mascetti come l’elefante alla pulce

In questi giorni, come da noi già affermato con un anticipo forse troppo grande perchè tutti potessero comprendere fino in fondo il valore del nostro lavoro, è tornato alla ribalta l’ospedale St.Anna.

Infatti la grande politica che fa capo alla politica comasca, vuole che l’ospedale st.Anna torni sotto l’egida del comune di Como, rivedendo i pessimi accordi stipulati nel 2003, quando la stessa grande politica, seguendo logiche del tutto estranee alla politica locale, cedette alle richieste del già allora sindaco di San Fermo di oggi … calando le brache.

Ora tutti i principali partiti – Traglio come Landriscina – se ne escono in campagna elettorale affermando una cosa che noi abbiamo detto da tempo: non esiste che i nati delle famiglie comasche risultino sulla carta di identità nati a San Fermo.

Come non esiste – non ce ne vogliano i lettori – che il Comune di San Fermo goda di entrate molto superiori al proprio fabbisogno – entrate- lo ricordiamo – che vengono usate anche a fini clientelari come ne è esempio il milione e duecento mila euro che Mascetti vorrebbe regalare al prete per ristrutturare un immobile di proprietà diocesana totalmente inadatto a fungere da asilo infantile, in cambio di consenso elettorale.

A questo si aggiungano le entrate annuali milionarie che produce il parcheggio a pagamento dell’Ospedale: tutti soldi che servirebbero a Como per mantenere le proprie strade dissestate e che a San Fermo vengono usati per fare rotonde colorate o con alberi piantati volutamente storti.
Volete sapere la nostra verità?
La nostra verità è che se la politica necessita di riprendersi oggi quelle risorse che in nome della  la ragion di Stato nel 2003 vennero lasciate nelle mani di un amministratore rurale, scaltro, abile, furbo , ma ‘calato’ solo nel suo piccolo contesto, la politica quelle risorse si riprenderà.
Non entriamo nel merito del giudizio dell’operazione di per se stessa, semplicemente diciamo che Mascetti si illude se pensa realmente che gli accordi del 2003 siano una pietra miliare imprescindibile ed immodificabile.

Gli accordi si stracciano, si rivedono, gli errori si correggono, le condizioni si cambiano.
Basta un decreto legge.
Dal 2003 a oggi, forse Mascetti non se né è accorto preso com’era dal consolidare il suo potere, è cambiato il mondo.

La politica nazionale DEVE prenderne atto ed agire nell’interesse delle moltitudini di cittadini che vivono a Como e in provincia.

E non se n’è accorto in misura ancor maggiore nel momento in cui si è contornato di yes man, senza avere attorno nessuno in grado di dialogare con la politica nazionale secondo basi culturali, politiche e umanistiche che Egli stesso non possiede, e che sono alla base del suo fallimento in politica nazionale, allorchè – lo ricordiamo – alcuni anni fa, tentò di fare il salto di qualità candidandosi con quel Mario Monti che noi oggi pronunciamo a fatica, tanto sono i disastri che quel disgraziato Governo voluto dalle lobbie internazionali causò.

Quindi temiamo che il conto alla rovescia perchè San Fermo venga assorbita da Como sia già cominciato, e non vediamo nessuno in grado di contrastarne con successo il processo.

Noi ce ne siamo accorti nell’incredulità generale, così come ci accorgemmo in anticipo rispetto all’opinione pubblica che il futuro di Cavallasca sarebbe stato fra le braccia di San Fermo.
Tentammo di cavalcarne l’iter, ma la miopia che ci contornava non ce lo permise, rieleggendo una giunta mediocre che poi finì inevitabilmente per rivelarsi come tale.
Ora la storia si ripete e noi, imparata la lezione, aspetteremo che i fatti ci diano ragione restando semplicemente alla finestra.

vittorio belluso

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