… “scusa, Vittorio, possiamo usare per il Comune il tuo palo della farmacia? Dobbiamo installare una telecamerina di sicurezza.” – ” certo, fate pure.”

Questo è, in estrema sintesi, la richiesta_solo verabale_ che mi venne fatta dal Comune non più tardi di un paio di anni fa.

Ora, la situazione che si è venuta a creare, è quella che si può notare in fotografia:
Il Comune, nella persona del sindaco, si è di fatto impadronito del mio palo e ne usufruisce a suo piacimento, nel più completo disinteresse per la sicurezza della stabilità del palo stesso.
Ora, tengo a specificare, certamente non si tratta di cattiva volontà, ma di dilettantismo e di presunzione, oltre che di una buona dose di arroganza.
Il fatto è che, per implementare il palo, non solo a suo tempo dovetti inoltrare una pratica costosa perchè corredata da progetto, ma dovetti anche elettrificarla due volte, prima e dopo la costruzione del Centro Servizi, spendendo una cifra inimmaginabile per l’utente non del mestiere.
Queste cose, il responsabile del progetto sicurezza, deve averle intuite, nel momento in cui mi venne a chiedere la possibilità in installare_così disse_ una telecamera di sicurezza: Una! Non sette o otto!
Tra un po’ mi si dirà che la croce della farmacia dà fastidio perchè toglie spazio agli altri apparecchi installati. Per la serie, ti chiedono una mano e poi si prendono tutto il braccio.

Il mio disappunto, che sfocerà quanto prima nella richiesta, ai fini di scaricarmi di una responsabilità che non mi sono cercata e che mi è stata appioppata, è che il plinto che è alla base del fusto della insegna di farmacia, non era stato progettato per reggere tutto quel peso.
Essendo il palo di mia proprietà e mia la concessione, cosa succederebbe se il palo si abbattesse e facesse male a qualcuno?
Chi pagherebbe i danni subiti dei costosissimi apparecchi elettronici installati?
Solo la croce, ha un costo prossimo ai 5.000 auro. (ma quelle più grandi totalmente computerizzate, programmabili dalla farmacia, posso arrivare fino a dieci/quindicimila euro)
Chi pagherebbe, se non il proprietario del palo, cioè, io?

E il povero rosticcere di Aglio e Peperoncino?
Vogliamo spendere due parole anche per lui?aglio e peperoncino
Un giorno, qualche settimana fa, mi ha chiesto se poteva usare il mio palo per mettere un’insegna sulla strada sopra, visto che è in difficoltà perchè il Comune gli ha revocato l’autorizzazione di mettere tavoli e sedie fuori per il self_service, e, conseguentemente, nel totale menefreghismo delle nostre istituzioni che hanno pensato solo a pararsi il fondo schiena, in zelante ottemperanza alla legge regionale, ha visto una forte diminuzione dei clienti, specie alla sera, quando questi a decine venivano anche a godersi la brezza della sera facendo 2 chiacchiere nella piazzetta del centro servizi.

Ebbene, ho dovuto dirgli di no perchè il palo mi sembrava già saturo.
Il giorno dopo, senza che nessuno mi avesse chiesto il permesso, andando al lavoro noto alcuni operai intenti ad installare l’ennesima telecamera, spostando più in basso la croce della mia farmacia senza la mia autorizzazione.
Devo dire che sindaco e tecnico comunale, alle mie telefonate, si sono mossi immediatamente e mi sono venuti incontro, almeno a parole, promettendo di rinforzare la base del palo con del cemento e ancorando con filo metallico il palo alla balaustra (soluzione assolutamente brutta e posticcia, che solo un dilettante poteva concepire)
Resta il fatto che un privato, mai e poi mai si sarebbe comportato in questa maniera.

Ma tant’è!

E’ con una Pubblica Amministrazione che ho a che fare, cioè con un ente che vive di anonimato e di scaricabarile, con cui mi sono spesso scontrato in questi 6 anni, con cui non sai mai con chi devi parlare nel momento in cui subisci un torto, perchè, immediato, scatta lo scaricabarile.
Un ente privato mai e poi mai si sarebbe comportato così. Giusto e solo una Pubblica Amministrazione di un piccolo paese, dov
e tutto ha una dimensione approssimativa e dilettantesca.
Osservando il palo in tutta la sua lunghezza (è stato allungato dal Comune senza chiedermi il permesso per fare posto a nuove apparecchiature, anch’esse installate senza la mia autorizzazione), la mia domanda è: oggettivamente, di chi è questo palo, oggi?
Mio, che ci ho speso fior di quattrini per implementarlo ed alimentarlo dal mio esercizio distante alcune decine di metri, o di chi se l’è preso sentendosi forte del distintivo che ha sul petto?
E quando dovrò cambiare l’insegna con una di ultimo tipo, di quelle ultramoderne coi messaggi digitali, riuscirò a fare passare nel fusto un secondo filo elettrico di alimentazione?
E se non passerà_ perchè il fusto è già strapieno dei fili degli apparecchi comunali_sarò autorizzato a tagliarne alcuni e giuntarli alla cazzo di cane (con semplice adesivo scoperto) come il Comune ha fatto con quello che alimenta la croce?

Questa storia insegna che avrei dovuto metter giù un contratto di comodato d’uso, magari facendo pagare al Comune un affitto.
Loro avrebbero certamente fatto così con me, a ruoli invertiti, mandando sollecito di pagamento già il giorno dopo una scadenza eventualmente non ancora saldata.

Un’amica, leggendo la mia analoga esternazione su un social network, mi ha chiesto, per curiosità, da quale utenza arrivasse la corrente alle telecamerine?
Due separate_le ho risposto_ una è quella diretta della farmacia, l’altra arriva da un altro contatore di proprietà comunale_almeno così mi è stato assicurato.

Un mio amico sindaco mi ha consigliato di fare firmare al Comune un comodato d’uso.
Cosa che intendo fare al fine da tutelarmi da eventuali incidenti causati dal troppo affollamento di telecamere e dal fatto che si è innalzato il fusto.
Il comodato, in quanto sono un Consigliere Comunale, lo concederò a titolo gratuito, per il bene della comunità.

Ma il consiglio che mi sento accoratamente di dare a chiunque è: diffidate delle Pubbliche Amministrazioni: sono arroganti, e, almeno nelle piccole comunità, composte anche da incompetenti.

vittorio belluso

palo farmacia

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