Ancora una volta, cari amici, ci ritroviamo a parlare della scuola materna di Cavallasca, o, meglio, dell’oltre milione di euro che la giunta sanfermina ha deciso di stanziare(cui si dovranno aggiungere i fondi necessari per dare continuità al servizio nel periodo dei lavori, se mai questi dovessero davvero avviarsi) per ristrutturare l’attuale asilo situato in via Monte Sasso, di proprietà parrocchiale, ubicato su di un terreno anch’esso di proprietà parrocchiale.

E’ persino tedioso il dover ripetere ancora una volta il perchè della nostra contrarietà, ma dobbiamo farlo, affinchè si possa apprezzare al meglio la proposta che la minoranza di sinistra sanfermina ha avanzato e che testualmente segue. (Si, avete capito bene: minoranza di sinistra! E noi, che giudichiamo la bontà di una proposta in base al suo costrutto e non al proponente, non abbiamo alcuna difficoltà ad apprezzarne ed elogiarne i contenuti).
Ora, il discorso è semplice e la domanda che chiunque abbia un minimo di sale in zucca dovrebbe porsi è la seguente: “ma perchè il sindaco si ostina in una proposta che non ha alcun senso, se non quello di far contenta una parrocchia che da mesi e mesi tace su questo argomento su cui ha tutto da guadagnare e niente da perdere?”

Qui non si tratta di mettere in piedi una campagna anticlericale, ma di tentare di far capire ai residenti contribuenti che spendere oltre 1 milione di euro per una struttura inadeguata che resterà tale anche dopo l’intervento, trova un senso solo in logiche che, con il bene dei bambini, non c’entrano niente.
Caso mai si parla, ancora una volta, di politica locale, di scelte improvvide che inseguono logiche che non ci appartengono, e che gettano una luce sinistra su entrambe le istituzioni che vorrebbero metterla in pratica.

Premessa

La scuola dell’infanzia è situata in via Monte Sasso, ospita attualmente un’ottantina di bambini, divisi in quattro sezioni.
Dalla descrizione testuale della rappresentanza di Tiso in Consiglio comunale:

“La struttura opera da decenni con buona soddisfazione degli utenti, con un corpo docente di 6 insegnanti più una segretaria e due cuoche. Usufruisce della supervisione di una pedagogista.

È gestita da una associazione composta da genitori che nomina un Consiglio di Amministrazione.

Gli utenti pagano una retta, non sufficiente a coprire le spese se non ci fosse anche un cospicuo contributo erogato dal Comune pari a 950,00 Euro/anno per alunno.

La scuola è posta in un vecchio edificio su due piani, di proprietà della Parrocchia, ceduto in comodato d’uso all’Associazione.

Questo edificio però presenta ormai carenze sia strutturali che impiantistiche e necessita di adeguamenti alle più moderne esigenze educative e didattiche oltre che alle più recenti norme in materia di sicurezza, superamento delle barriere architettoniche, prevenzione incendi, sicurezza antisismica ecc.

Altri limiti importanti sono rappresentati dalla mancanza di spazi all’aperto fruibili dai bimbi, in contrasto quindi con quanto prevede la legge sull’edilizia scolastica del 1975, e dalla presenza di pochi e disagevoli spazi per la sosta e la manovra delle auto. L’ubicazione in posizione decentrata disincentiva l’arrivo a piedi ed obbliga le famiglie ad usare l’auto per raggiungere l’edificio.

La proposta della Giunta Comunale di San Fermo della Battaglia

Come anticipato dagli organi di stampa locale il Comune di San Fermo della Battaglia avrebbe destinato circa un milione di Euro del proprio bilancio alla ristrutturazione di questo edificio.

Per ora è stato redatto solo uno studio di fattibilità, non deliberato né dalla Giunta né dal Consiglio Comunale, che prevede di fatto una trasformazione importante dell’edificio che passerebbe da 2 a 3 piani, con completa riorganizzazione degli spazi a disposizione, rifacimento completo di tutti gli impianti (elettrico, termico, idraulico, cucine …), collocamento di un ascensore oltre che di nuovi infissi.

In base a questo studio presentato dal Sindaco al Consiglio di Amministrazione dell’Asilo a dicembre 2017, l’edificio completamente ristrutturato potrebbe ospitare fino a 120 bambini. Non è possibile però ricavare spazi verdi esterni e nuovi parcheggi interni.

Il costo di questo intervento comprensivo di demolizioni, ricostruzioni e nuovi impianti, sarebbe di circa 1.000,00 Euro al metro quadrato e sarebbe quindi coerente con lo stanziamento fissato di circa un milione di euro. Non è chiaro se nel computo siano stati considerati i costi di progettazione e sicurezza. Non sono invece compresi i nuovi arredi e le nuove attrezzature.

Non esiste ancora (o non è stata resa pubblica), neanche in bozza, la descrizione della modalità amministrativa che permetta di utilizzare risorse pubbliche per intervenire su una struttura privata. Si parla di applicare il principio di sussidiarietà che permetterebbe all’Amministrazione pubblica di contribuire al mantenimento di un servizio di pubblica utilità. Lo strumento ipotizzato sarebbe una convenzione con la quale l’attuale Consiglio di Amministrazione della scuola e la proprietà si impegnerebbero a mantenere la destinazione a scuola per l’infanzia per 30 anni, come riportato nell’articolo del quotidiano “la Provincia” del dicembre 2017.

Criticità di questa proposta

Costi:

La stima di 1.000,00 Euro al metro quadro sembra poco realistica. L’intervento di demolizione-ricostruzione è radicale e le nuove normative cui bisogna adeguarsi (risparmio energetico, prevenzione incendi comprensiva di spazi per l’evacuazione ecc) richiedono investimenti cospicui. Da ricordare anche le nuove norme antisismiche, alle quali deve seguire l’obbligatoria verifica della vulnerabilità sismica con conseguente lievitazione dei costi dell’opera in caso di ristrutturazione.

Secondo stime di esperti i costi per una simile ristrutturazione sarebbero da ipotizzare in circa 1600,00 Euro al metro quadro e non 1000,00 Euro come stimato nello studio.

Dimensionamento:

Sembra fuori luogo prevedere la presenza di 120 bambini, quando l’evoluzione demografica va in direzione opposta. In base agli indici statistici riguardanti i nuovi nati, la fascia di età interessata in località Cavallasca si è attestata negli ultimi anni intorno ai 100 bimbi/anno. Questo numero, comprensivo anche della classe cosiddetta “Primavera”, è destinato a stabilizzarsi o addirittura diminuire considerato anche che non è previsto uno sviluppo urbanistico. Inoltre non tutti i bambini residenti frequenteranno il triennio dell’asilo e ancor meno la classe “Primavera”.
A meno che non si vogliano incentivare convenzioni con i comuni limitrofi.”

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