E’ stata presentata oggi a Ginevra la nuova Maserati Levante, un suv inedito per la casa del tridente che ambisce di inserirsi in un mercato molto remunerativo, dominato da Porsche, Bmw, Merceds, Range Rover, Lexus e Infiniti.

La produzione è iniziata in questi giorni.

Dal successo di questo modello dipende il futuro della produzione di autoveicoli a Torino. Infatti in Italia non è più conveniente produrre automobili a causa dell’alto costo del lavoro e dei sindacati.
Il marchio Maserati nelle intenzioni di Marchionne va a sostituire il brand Lancia, l’altro storico marchio ormai abbandonato all’oblio, e ha lo scopo di recuperare rimuneratività vendendo un prodotto di moda, che faccia tendenza, e che, per questo, trovi clienti disposti a spendere più per l’immagine che per la sostanza.

Oltretutto la Levante ha il difficile compito di risollevare il bilancio Maserati, dopo che sia il modello Quattroporte che la Ghibli, non hanno riscosso il successo sperato, lasciando il bilancio della casa modenese in rosso.

La Levante verrà prodotta nel glorioso e storico stabilimento di Mirafiori in una linea di montaggio completamente rinnovata, che torna a vivere dopo anni di abbandono.

Attualmente l’unica auto prodotta a Mirafiori è l’Alfa Romeo Mito, un modello vecchio e di bassa remuneratività.

Con la produzione del nuovo suv verranno richiamati dalla cassa integrazione circa mille operai e se il modello avrà il successo sperato, si prevede di assumerne altre centinaia. Da ciò si capisce chiaramente quanta importanza rivesta questo veicolo e quanto rappresenti per la industria automobilistica italiana i cui modelli, facenti capo al gruppo FCA (FIAT), sono ormai tutti prodotti all’estero, con eccezione di pochi modelli di nicchia ad alta rimuneratività, come appunto il segmento in cui va a collocarsi la Levante.

Per far si che auto che nulla hanno di italiano, come, per esempio, la nuova Fiat Tipo anch’essa presentata a Ginevra, un’auto prodotta in Turchia, tornino ad essere prodotte in stabilimenti che un tempo erano l’orgoglio industriale dell’Italia e che davano lavoro e dignità a centinaia di migliaia di famiglie, occorre una riforma epocale dello Stato, e, quindi, del mercato del lavoro, togliendo potere ai sindacati più politicizzati.

vittorio belluso

levante 4

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