Le nostre prime impressioni sulla nuova suv Alfa Romeo Stelvio

Stamattina siamo andati a toccare con mano, sia pure in maniera statica, la nuova Alfa Romeo Stelvio, presentata nella concessionaria Alfa Romeo di Grandate.
Una Suv sportiva di lusso, dalla linea sinuosa, proporzionata e suadente, che entra in un ricco mercato presidiato da Mercedes, Audi, Porsche, Jaguar e Maserati.

L’auto costa di listino € 57.000, con ogni optional possibile e immaginabile, compresi quelli non richiesti e non voluti.
Poi c’è lo sconto che presumiamo non essere inferiore al 10%.
L’auto, grazie a molte parti in alluminio, è molto leggera e potente (280 cv) a tutto vantaggio delle prestazioni e della guidabilità.
La qualità percepita è buona, l’abitabilità anche, seppure il 5° passeggero centrale posteriore ci sia apparso sempre un po’ troppo sacrificato, a causa delle bocchette di areazione posteriori troppo sporgenti dal pianale e dello schienale poggiabraccio ripiegato molto rigido.
Scarso l’ingombro del pianale al posteriore, a differenza dell’AUDI Q5 che ci è apparsa posteriormente inabitabile per una quinta persona, specie in un viaggio lungo.
Belli i materiali, piacevoli al tatto.
Soprattutto le due palette in alluminio al volante per cambiare manualmente.

Poco pastosa la rotella che regola il computer.
Buona l’ergonomia dal posto di guida.
Esagerati, per una suv, a nostro avviso, i cerchi da 20 pollici con pneumatici ribassati: un non senso su di un’auto che vorrebbe piccarsi di essere all’occorrenza una fuoristrada, come assurda la mancanza della ruota di scorta, sostituita dall’odiosa pompetta elettrica che non serve a nulla in caso di squarcio del pneumatico, con obbligo conseguente di chiamata del carro attrezzi.
Altro difetto per noi insopportabile è il navigatore satellitare imposto.
Infatti, quel che molti non sanno, è che gli aggiornamenti costano un occhio della testa e te li impongono nel momento in cui porti l’auto a fare il tagliando. Si parla addirittura, per Audi e Bmw, di cifre che variano dalle 200 alle 400 €, e questo solo per fare un banale aggiornamento altrimenti scaricabile da internet gratuitamente con lo stesso software della ditta produttrice.

Altra pecca, a nostro avviso, è la mancanza della tradizionale chiave di accensione, sostituita dal sistema- sempre quello – keyless entry -che consiste in una chiave elettronica da tenere con sé che permette l’apertura a sfioro e l’accensione a pulsante.
Peccato però che noi abbiamo conosciuto persone a cui l’auto l’abbiano rubata proprio attraverso la clonazione in un parcheggio pubblico di tale codice di accesso e accensione, all’atto in cui il proprietario arrivava o andava via, facilitando il ‘lavoro’ dei ladri che non hanno dovuto fare altro che seguire il proprietario fino a casa per sapere dove stazionava abitualmente l’auto, per poi impossessarsene senza scasso e in pochissimi secondi una volta lasciata incustodita.

In altre parole, aspettiamo che esca una versione della Stelvio meno pompata per motivi di immagine, con le chiavi di apertura e accensione tradizionali, una ruota di scorta reale, niente pelle, niente legno, e magari anche un bel cambio manuale.
A quel punto potremmo anche pensare di acquistarla.

vittorio belluso

seguono foto della Stelvio fatte da noi, in cui si vede l’ingegner Alessandro Ferrara accomodarsi abbastanza comodamente sulla panca posteriore del mezzo

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