Pirandello nel 1889  trascorse a Cavallasca un periodo di vacanza nella prestigiosa villa Imbonati, oggi sede del municipio, ospite del proprietario dell’edificio, Giuseppe Butti detto Peppot, che era molto amico della famiglia Pirandello.
Il soggiorno a Cavallasca sarà ricordato nostalgicamente dallo scrittore, come: Cavallasca, un’oasi di serenità.
A distanza di cento ventisette anni Cavallasca è si un’oasi, ma un’oasi d’inquietudine.  pirandello
Così, se lo scrittore venisse a trovarci in questi giorni direbbe: Non è più la Cavallasca di Peppot! Che peccato!
E chissà, magari prendendo spunto dalla figura del nuovo inquilino di villa Imbonati, Fausto Ronchetti detto Schioppetun (in onore di Tommaso Padoa Schioppa per il suo incarico, oltre che di sindaco, di assessore al bilancio) scriverebbe, a distanza di novant’anni dalla sua prima uscita,  una nuova versione del romanzo intitolato “Uno, nessuno e centomila”.
Leggete o rileggete  il romanzo di Pirandello che, come egli stesso scrisse, è il romanzo “più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita”, e provate a individuare l’attualità degli argomenti trattati e a riflettete.

un cittadino di Cavallasca
ul-peppot

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