“Quella notte sul lago di Como”,
è il primo libro scritto dal nostro vicesindaco, Marco Gatti, 3 anni fa.

Leggendolo attentamente e attingendo a piene mani alla fantasia, abbiamo riscontrato parecchie analogie con la situazione, per certi versi kafkiana, che si è venuta a creare nel nostro Comune, in cui Egli – l’autore – ricopre la carica di vicesindaco.
E, improvvisandoci psicologi, abbiamo riscontrato non poche analogie fra il libro e la realtà del 2016.
I protagonisti dei romanzi, nel 99% dei casi, finiscono con l’essere la trasposizione immaginaria di personaggi reali, spesso molto vicini allo scrittore, nei quali è possibile riscontrare una componente autobiografica, una immedesimazione con uno dei protagonisti del romanzo, in questo caso il nostro Gatti si riscopre giornalista squattrinato, con una passione per la bottiglia ed una storia da dimenticare dietro le spalle.quella notte sul lago di como

Il vizio di alzare il gomito lo rende protagonista di un incidente lungo la Statale Regina. Sull’asfalto del municipio immaginario restano quattro morti. (il sindaco assessore al bilancio, il revisore dei conti, il segretario comunale e la responsabile del servizio).

La salvezza di Matteo -alias Marco-, uscito miracolosamente indenne dall’incidente, riusulteranno essere le dimissioni dalla Giunta che passerà alla storia come ‘la giunta del buco’ e la conseguente fuga in Arcivescovado.

Nel romanzo “Quella notte sul lago di Como”, scritto nel 2013, lo scrittore MarcoG, vicesindaco di Cavallasca, pare dunque, avesse previsto tutto il disastro venuto a galla in queste ultime settimane in quel di villa Imbonati.
Per il principale protagonista del romanzo, Matteo Rovi, MarcoG, si è ispirato a FautoR, sindaco di Cavallasca?
Approfondiamo (per i deboli di cuore consigliamo di leggere in compagnia di persone):
Nell’incipit Matteo (alias FR) scrive a macchina, un vecchio modello Olivetti, non usa la moderna tecnologia (lui gli errori se li corregge da solo, non è come il resto dell’umanità che invece, ad esempio usa Word).
Ma è qualche riga più avanti che riconosciamo il nostro sindaco: “… il caporedattore lo aveva sommerso di tonnellate di documenti, diagrammi, statistiche.
Matteo odiava le statistiche.
Sin dai suoi primi esami all’Università vi si era misurato per nottate intere e la lotta era risultata essere impari.
Forse anche per questo aveva abbandonato gli studi di Economia e Commercio dopo cinque anni. lasciando intendere di averli conclusi con successo.
Nelle pagine successive si racconta di un tragico incidente stradale, causato da un colpo di sonno che coglie Matteo Rovi.
Esperti in magia nera hanno così letto l’oscuro messaggio:

il caporedattore altri non è che la ragioniera del comune di Cavallasca e le tonnellate di documenti sono il bilancio in formato cartaceo. Come Matteo il sindaco non ama far di conti (eppure è anche assessore al bilancio!??).
Abbandona la facoltà dopo cinque anni (si dimette dopo sette anni, qui vi è un errore).
L’incidente, le vittime e il colpo di sonno sono rispettivamente:
il buco di bilancio,
i cittadini,
la superficialità di questa amministrazione.

Una cittadina lettrice di Cavallasca

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