La casa dei puffi spacca il paese

E’ divisa l’opinione pubblica sulla concessione edilizia che il nostro ufficio tecnico ha concesso in mezzo a Cavallasca per la costruzione di una casetta lillipuzziana fra due grandi condomini, in rapporto ai quali, la casetta in costruzione, stona al punto di apparire una specie di cuccia per cagnolini.
O forse sarebbe più carino definirla la casetta di Biancanave , anche se, oggettivamente, dubiatiamo che nemmeno i 7 nani riuscirebero ad entrarvi tutti quanti insieme.

Voi cosa ne pensate?

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3 commenti su “La casa dei puffi spacca il paese”

  1. Nel mio piccolo anche se le norme me lo permettevano mi sono rifiutato di progettare opere che avrebbero alterato il territorio.
    Ma per l'ingordigia molti venderebbero anche la propria madre.
    Io nella mia lunga carriera professionale, premiata con medaglia d'oro alla carriera, ho visto risolvere delle problematiche che ingegneri e architetti non riuscivano a risolvere,
    dall'ultimo dei manovali presenti sul cantiere,
    Caro Mirco Meo trai le tue conclusioni.

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  2. Marco Augusto ma tu hai studiato e sei diventato geometra cioè quello che progetta le case ed il vecchio muratore "geniaccio" su tua indicazione costruisce? E quindi? Concludi tu.

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  3. In Italia si è costruito male, anzi in tutto il mondo, senza una programmazione illuminata.
    Gli stessi Piani Regolatori o Piani di Governo del Territorio al posto di migliorare la situazione l'hanno peggiorata.
    Persino nella Confederazione Svizzera dove tutto è perfetto, la confinante città di Chiasso è un caos edilizio.
    Un muratore di vecchio stampo mi diceva: " Con più studiano con più capiscono un cazzo."

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