Tassa dipendente_tassicomane_tassomania_tassologia

Mentre l’imbonitore Renzi si preoccupa di far credere di voler abbassare le tasse strombazzando ai 4 venti di voler eliminare dal 2016 la tassa regina sulla prima casa, (altrimenti chiamata IMU), ai sindaci viene praticamente vietato di applicare la TASI e a pagarla saranno solo i proprietari di immobili di lusso.

A Cavallasca, dopo il disastro del buco, si guarderanno bene di non provare a pareggiare il bilancio con un ritoccone all’addizionale IRPEF, cui si somma la possibilità di portare le aliquote al 10,6 per mille seconda casa, per i disgraziati che ancora non hanno venduto la loro dimora estiva in Cavallasca e se ne sono tornati nella loro trafficata e assolata Milano.
Infatti, non votando per le comunali, i proprietari di seconda casa saranno le prime mucche ad essere munte per tentare di rimettere in ordine un dissesto economico che ha radici lontane.

Giusto per mantenere la tranquillità dei tassocavallaschini, ad essi verranno propinate le solite balle, del tipo: “va tutto bene-non preoccupatevi-la situazione è sotto controllo- la situazione non è come appariva in un primo momento – non cambierà quasi niente-quelli delle minoranze sono i soliti catastrofici-nondimettoperchèhoilculoattaccatoallasediacolVinalvil_- viva gli alpini – viva le associazioni – viva il parco maguaiaviverlo – viva il papa – viva me”, condite da una forte dose di consociativa  memoria, come è già stato l’anno scorso, in cui, all’annuncio che le tasse locali non sarebbero state alzate, esse sono poi state puntualmente aumentate, con una delibera di Consiglio comunale estivo.
I tassocavallalschini, solo al rientro dalle loro meritate vacanze, hanno scoperto nel 2015 che la Tasi aveva subito un aumento del 60% retroattvo, cioè come se fosse stato deliberato pochi mesi prima, nell’emettere la prima rata.
Quindi, tanto pelo sullo stomaco ed una furberia  che tutto lascia intendere che a breve lo stesso modo di procedere si ripeterà elevato al quadrato, visto il buco di bilancio che più che un buco appare una vera e propria voragine.

Una voragine nella quale, con la rinegoziazione dei mutui da 10 a 20 anni per ‘fare cassa’ decisa durante il già disastroso mandato precedente, si sono già immolate le speranze di cambiamento delle prossime generazioni, nonché prossime amministrazioni.
Il tutto, chiaramente, nell’indifferenza del tassocavallaschino già in estasi, che nemmeno si è accorto che glielo si stava mettendo dove non batteva il sole.tasi

La nostra speranza è che i tassocavallaschini si sveglino, comprendano di essere stati presi in giro, comprendano che i loro risparmi sono stati sperperati quando non sono finiti in prebende per pochi dirigenti, comprendano che l’oppio a volte non è sufficiente per non cogliere l’evidenza che è nei fatti.

Soltanto quelli intellettivamente più recalcitranti, cioè i ‘tassadipendenti  cronici’, possono pensare di poter ancora dormire sonni tranquilli, magari girandosi dall’altra parte del cuscino, pur di non dare ascolto alle voci che vogliono un Comune in bancarotta, con una giunta che non si vuole dimettere,  con le tasse in innalzamento verticale, con gli investimenti annullati del tutto.
Soltanto un tassocavallaschino può pensare che la risoluzione dell’attuale grottesca situazione sia lo spalmare il debito su 20 o 30 anni, con l’unica conseguenza certa di fottersi, ancora una volta e stavolta in via definitiva, il futuro delle prossime amministrazioni, che saranno impegnate allo spasimo solo nel tentare di rimettere in ordine la baracca.

Nell’immagine che segue, l’espressione tipica di un tassocavallaschino.

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