La notizia dei giorni scorsi, del nostro sindaco candidato unico del cdx alle elezioni di questo fine mese che nomineranno il nuovo presidente della Provincia in sostituzione della olgiatese Livio, è una di quelle notizie che ci devono rallegrare.
Sebbene la carica sia ormai poco più che onorifica, essendo le province state abolite almeno sulla carta, e l’elezione sia l’espressione dei soli eletti nei vari consigli comunali della provincia, avere un sindaco che ricopre anche questa carica non potrà non portare che benefici sul nostro territorio, sia in termini di non più accettazione di nuovi clandestini come l’ex prefetto avrebbe voluto fare, sia in termini di manutenzione delle strade che di salatura in caso di ghiaccio.
Il conferimento dell’incarico di Presidente di Provincia al nostro Pierluigi, è un evento che potrebbe proiettarlo verso incarichi ancora più importanti, soprattutto tenuto conto della diffusa mediocrità di cui gode la stragrande maggioranza dei nostri parlamentari.
Mascetti non ha certamente nulla da invidiare agli attuali rappresentanti, espressione del nostro territorio, di ogni schieramento, in particolare del centro destra, eccezion fatta per Nicola Molteni, Alessio Butti e Alessandro Fermi, gli unici, a nostro avviso, che meritano ampiamente le cariche che attualmente ricoprono.
Altra considerazione da fare su questa candidatura, è che non crediamo che essa sarebbe mai stata avanzata se oggi Mascetti fosse ancora e solo il sindaco della vecchia San Fermo di poco più di 4500 abitanti. La San Fermo di oggi, accorpata a Cavallasca, ha i conti floridi grazie al parcheggio dell’ospedale e un’entrata erariale secca di 452 mila euro annui per dieci anni derivanti dal premio per la fusione con Cavallasca, il che fanno di noi una delle comunità più invidiate della provincia di Como.
In altre parole, siamo assolutamente certi che senza la fusione questa candidatura non ci sarebbe stata.
Altro discorso è come, sempre a nostro avviso, dovrebbe cambiare la politica locale, ora che il paese è divenuto una cittadina, con realtà differenti, spinte differenti, mentalità differenti, culture differenti.
L’era del comperare i capetti delle varie associazioni con elargizioni mirate, è finita.
L’era del comperare le parrocchie con elargizioni (milionarie) mirate, è finita.
L’era dei consiglieri comunali che alzano la mano a comando senza mai dissentire perchè … “tengo lavoro e famiglia” … è finita.
L’era del “faccio tutto io”, è finita.

Molte cose sono da rivedere, a cominciare dallo statuto, in modo che questo riconosca il valore delle commissioni e quindi le loro deliberazioni, i loro suggerimenti, … più semplicemente … il loro lavoro e non sia discrezione di un sindaco il potere totale di darne un seguito o farne carta da cestino.
Ci rendiamo conto che molta acqua debba ancora passare sotto i ponti per vedere una San Fermo come la vorremmo, oggi ancora ancorata a questioni risibili, come la quantità e altezza da terra dei dossi disseminati senza discernimento sulle strade comunali, giusto per la contentezza di chi abita di fronte e che poi voterà.
O per una festa patronale per la cui messa in opera, ci si è impadroniti di spazi laici e civili, che nulla dovrebbero spartire con l’attività religiosa della parrocchia, cui invece, si permette tutto, sempre per le ragioni di cui sopra.
La Cavallasca che vorremmo è una comunità integrata a San Fermo con pari attenzioni e pari dignità.
Uguali attenzioni e uguali manutenzioni.

E non – come ora – una seria A e una serie B.

vittorio belluso

*nella foto, il consigliere comunale Paolo Pozzoli, l’ex sindaco di Cavallasca Giuseppe Fattorini, Il Presidente dell’ente spina Verde, Giorgio Casati e il prossimo Presidente della Provincia di Como, Pierluigi Mascetti.

 

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