San Fermo, paese di dossi, di velobox, di rotonde e di irpef

La settimana politica

La settimana che si è appena chiusa ha visto lo svolgersi dell’ultimo Consiglio Comunale del 2017.

La situazione economica del nostro Comune è florida.
Non si erano mai registrate tante entrate come ora.
Nonostante questo la nostra amministrazione ha deciso di lasciare le aliquote delle tasse locali invariate, lasciandosi aperta la possibilità di modificare all’insù la tariffa della TARI (lo smaltimento dei rifiuti) in quanto si teme un aumento da parte della società che risulterà vincitrice della gara d’appalto ormai prossima.

Tale programma, che ci viene sbandierato come un atto di buona amministrazione, in verità dimostra l’esatto contrario, in quanto, pur a fronte di entrate erariali frutto della fusione fra Cavallasca e San Fermo come noi abbiamo sempre sostenuto, superiori alle più rosee speranze, non si è ritenuto di beneficiare la popolazione di questo inaspettato benessere, lasciandosi le mani libere di investire pesantemente nel rifacimento della scuola materna (costo previsto 1 milione di euro), una scuola che non dovrebbe essere lì, una scuola che non ha spazio, una scuola che è di proprietà altrui al Comune.

A tal proposito scriviamo qui ora, nero su bianco, che noi pensiamo che la scuola elementare del nuovo Comune di San Fermo e Cavallasca accorpati debba essere una sola, dove è già, in località Mornago, unitamente alla scuola media.

E così pensiamo anche che anche la scuola materna dovrebbe essere una sola per i due pesi accorpati– da costuirsi su terreno comunale (in località Cavallasca dietro l’ex Municipio poco sopra il campo da pallacanestro).
Invece, la nostra amministrazione- non la pensa così, e continua a sprecare ingenti risorse pubbliche in una politica miope e di corta veduta, mirante a fare contenti subito i potentati che l’appoggiano, ma senza pensare al giorno in cui gli incentivi di Stato per l’avvenuta fusione finiranno o, peggio, al giorno in cui la gestione del parcheggio dell’ospedale St.Anna – vera gallina dalle uova d’oro – passerà ad altri.
Allora, e solo allora, saranno chiari anche al signor Rossi (o Bianchi) gli errori marchiani di scelte strategiche che l’attuale amministrazione, tutta appiattita su di una figura egemone, ha compiuto e sta compiendo.
Altro fronte di cui vogliamo parlare è l’illegittimità -fonte Quattroruote- dei velobox, quegli orrendi contenitori vuoti arancioni che la nostra amministrazione ha piazzato nei punti a maggior scorrimento veloce delle nostre strade.

Li consideriamo un pericolo ed uno spreco di denaro pubblico, visto che sono finti ma gli automobilisti non lo sanno, e quando se li trovano davanti inchiodano coi freni senza ritegno, mettendo in pericolo la sicurezza propria e di chi segue.
Questi contenitori vanno rimossi perchè sono solo degli spaventapasseri un mezzo al campo di grano.
Van bene finchè van bene, ma poi dopo un po’ non servono più.

Altra cosa che critichiamo sono i dossi di cui tutta San Fermo è stata riempita.
Rompono le trasmissioni e le sospensioni delle auto.
Le auto sportive pestano l’avantreno con troppa facilità perchè i dossi sono troppo alti.
Non tutti a San Fermo possono permettersi un SUV.
E a chi potrebbe permettersi una Porsche 911 consigliamo di dirottare su di una Cayenne.

Bene, per ora è tutto, non ci resta che fare gli auguri, in particolar modo ai volontari che portano i ragazzi portatori di handicap nei vari centri assistenziali.
Queste persone sono davvero meritevoli perchè svolgono un lavoro essenziale in silenzio e senza chieder nulla.
Fossero tutti come loro!
E buon Natale anche alla nostra amministrazione, nella speranza che chi vede ma tace, trovi il coraggio, un giorno o l’altro, di parlare.
Perchè si può far meglio.
E meglio faremo!

Buon Natale a tutti!

vittorio belluso

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Una risposta a “San Fermo, paese di dossi, di velobox, di rotonde e di irpef”

  1. Se non altro i velobox sono dei deterrenti, mentre i dossi oltre a rompere le trasmissioni rompono i coglioni.

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