La settimana trascorsa ha visto due principali eventi svolgersi sul nostro territorio: la sagra di San Rocco, in località Colombirolo di Cavallasca, e la festa di San Fermo, svoltasi nella piazza principale.

La 46° edizione della sagra di San Rocco si sta svolgendo bene. A parte una serata di stop dovuta al nubifragio avvenuto nella giornata di mercoledì, la sagra segna il tutto esaurito ogni serata.
E ciò nonostante sia avvenuto un furto nel deposito di materiale (panche e tendoni finestrati) situato nella palestra comunale di Cavallasca. All’atto di montare tendoni e sistemare le panche delle tavolate ci si è accorti che mancava materiale per un valore di circa duemila, duemilacinquecento euro.
Nel merito si è già provveduto a rimpiazzare ciò che è stato sottratto da ignoti.

Per quanto riguarda invece la festa patronale di San Fermo, dobbiamo registrare un mezzo flop.
Molte persone si sono lamentate del fatto che la festa sia stata sottotono.
L’acustica del concerto di un artista di fama internazionale non era adeguata, e gli schiamazzi dei bambini e il brusio della gente non ha permesso a chi non era direttamente a ridosso del palco di ascoltare il concerto come avrebbe voluto.
Altri si sono lamentati della mancanza dei tanto criticati fuochi artificiali, che quest’anno non sono stati sparati in ottemperanza ad una direttiva regionale di tutela della fauna che popola l’adiacente parco Spina Verde.
La chiusura della strada provinciale poi, anche allo scrivente, è parsa una esagerazione ed una mancanza di rispetto per chi a San Fermo non vive ma vi è costretto a transitare nei suoi spostamenti oltre che, naturalmente, una limitazione inaccettabile per i mezzi di soccorso.

C’è chi rimpiange i tempi in cui la festa patronale era popolata dalle giostre, dall’autoscontro e dal calcio in culo, dai dolciumi, dalle luci e dalla musica di successo corrente degli altoparlanti.

Altri tempi diremo noi!
Tempi che è molto difficile fare ritornare, Tempi in cui la piazza era la piazza, senza panchine costosissime disseminate ovunque, senza i giochi d’acqua che saranno anche scenografici ma che – di fatto – impediscono altri usi dello spazio.
Eravamo tutti più poveri, più semplici, … ma certamente più felici.

vittorio belluso

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