Il Giornale di Olgiate taglia l’intervista a Belluso, stravolgendone il significato ed omettendo l’attacco al sindaco, che è l’architrave di tutta l’intervista

Il Giornale di Olgiate, non è la prima volta, risparmia il sindaco di Cavallasca, tralasciando interi pezzi della mia intervista, ufficialmente per ragioni di spazio.
Ugualmente, si virgoletta la frase finale, che io non ho pronunciato.

Nell’intervista rilasciata in settimana a proposito del degrado documentato su questo blog con precedente articolo-video di alcuni sentieri del Parco regionale Spina verde, attaccavo con durezza Ronchetti, il sindaco, reputandolo co-responsabile dell’impiego, a mio giudizio spesso scorretto, della Protezione Civile di Cavallasca, più per fini estetici e di immagine personale, specie durante la campagna elettorale, che non per tutelare e garantire la sicurezza collettiva.

Il mio attacco era l’architrave di tutta l’intervista.

La pur brava giornalista, viceversa, forse intimorita dalla durezza delle mie dichiarazioni, ha pensato di tagliare e cucire spezzoni di mie frasi, col risultato, certamente non voluto, di fare figurare che io abbia detto tutta un’altra cosa.

Infatti, dall’articolo di oggi ripreso dalla prima pagina e inserito nell’informazione locale che riguarda la nostra comunità, sembra ch’io attacchi la protezione Civile, colpevole di trascurare per propria volontà la strada comunale della Vetta, quando invece sappiamo tutti benissimo che il vero capo, quindi l’unico responsabile, di come impiegare la Protezione Civile, è il sindaco, il sig. Fausto Ronchetti, totalmente NON menzionato.

Nell’intervista, il sottoscritto accusa non certo la Protezione C., ma l’uso che di questa fa il nostro sindaco, impegnandola, per esempio, a svuotare in estate la putrida acqua della fontana di villa Imbonati ogni 14 giorni, quando invece ci sarebbero gli alvei dei ruscelli pieni di plastica, rami e ostruzioni varie e il sentiero della via Comunale della Vetta da liberare dai rovi, al fine di poter permettere il passaggio di un’ambulanza, in caso di emergenza durante lo svolgimento della Sagra di S. Rocco.

Sono sicuro che questo non è il risultato del fatto che io rappresento una minoranza, che sono scomodo, per cui le mie verità vengono stravolte per non infastidire il potere locale, ma della mancanza di spazio.

Il testo esatto di quanto ho dichiarato a proposito del Parco S.V. e della fontana comunale è quello che segue:

“L’accesso alla sagra di S. Rocco che ha avuto un grandissimo successo in quest’anno, avrebbe dovuto già essere stato raddoppiato, in base ad una mia mozione presentata 3 anni fa (16 agosto 2012), che chiedeva la riapertura in uscita della via Comunale Della Vetta, ora impraticabile, che servisse proprio come valvola di sfogo, dal momento che l’unica strada attualmente utilizzata non permette in più punti il passaggio di due auto contemporaneamente.
In caso di infarto, un’ambulanza rischia di metterci più tempo a percorrere gli ultimi 300 metri che non tutto il tragitto, con le più che ovvie e tragiche conseguenze.

Non dobbiamo aspettare che ci scappi il morto per capire che la viabilità di accesso ad una manifestazione così importante necessita di una regolamentazione diversa da quella che si ha ora.

La Spina Verde è corresponsabile, dal momento che la manifestazione avviene nel centro del Parco, quindi non può nascondersi dietro ad una foglia di fico.

Qualsiasi manifestazione, anche organizzata dalla Spina Verde nella sua struttura del Centro Polifunzionale, corre lo stesso rischio e impone una viabilità diversa da quella che c’è adesso.
Nessuna polemica, ma solo una presa d’atto che qualcosa è da rivedere.

A voler essere polemico, visto che un po’ di polemica non guasta mai, posso aggiungere che la Protezione Civile, composta dai bravissimi membri volontari che la compongono, anziché star lì a svuotare la fontana della villa Imbonati un giorno si ed uno no, come richiesto dal sindaco, sarebbe meglio che venisse portata ogni tanto a manutenere questi sentieri, d’accordo e in collaborazione con la Spina Verde .. eh! eh!… puntini puntini.”

vittorio belluso

intervista

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