La settimana cavallascachina

La settimana che è passata, è stata caratterizzata da due eventi, uno tragico, l’altro di “normale” problematica viabilistica, connessi fra loro.

Il primo è stato l’incidente avvenuto a Colverde, lungo la statale, nella quale ha perso la vita una stimata donna residente a pochi metri da noi.
Abbiamo già analizzato la dinamica dell’incidente e, contrariamente alla solita morale qualunquista che vuole addossare al guidatore della motocicletta ogni responsabilità a causa della manovra di sorpasso, noi abbiamo puntato il dito contro la piazzola con un cartello stradale sistemato a mezza altezza nel bel mezzo di una curva.
Abbiamo infatti accertato che la moto lo abbia urtato con la coda, quando il sorpasso era già concluso, sbalzando sull’asfalto entrambe le persone che erano a bordo.

Il resto è noto e non ci pare il caso di spiegarlo nei particolari.
Di fatto, secondo il nostro modesto parere, senza quel maledetto cartello stradale l’incidente non si sarebbe verificato.
Cartello stradale pensato evidentemente in considerazione del solo traffico automobilistico, e non di quello motociclistico.
Già in passato abbiamo preso posizione contro gli ostacoli che amministratori e tecnici evidentemente non all’altezza disseminano lungo le nostre strade.
Ripetiamo: qualsiasi ostacolo fisso, che sia piazzola, dosso o cartello, sistemato nel mezzo di una carreggiata, rappresenta per il motociclista un pericolo mortale. La moto è sempre in equilibrio instabile, poggiando su sole due ruote. Spesso, la perdita del controllo, non è causata dall’imperizia del guidatore ma da fattori esterni, quali possono essere l’asfalto dissestato, la macchia di gasolio oleoso, il brecciolino, il ghiaccio.
E quindi chi si occupa di sicurezza stradale deve tenerne conto, cercando di lasciare sempre vie di fuga, implementando guard rail di ultima generazione, protetti anche in basso, dove si innestano nel terreno. E questo perchè un corpo che cade in mezzo alla strada scivola, e finisce inevitabilmente con l’urtare il primo ostacolo che trova.
Ora queste sembrano delle banalità, ma banalità non sono.
Se chi si occupa, sia a livello amministrativo che progettuale, della messa in sicurezza delle nostre strade, ne tenesse conto,  tragedie come quella dell’altro giorno non si verificherebbero, o, quanto meno, lo farebbero con una incidenza infinitamente minore.

L’altra cosa che vogliamo segnalare, e stavolta con la massima chiarezza, è che la situazione viabilistica nei pressi del Centro servizi di Cavallasca, in mancanza di una regolamentazione specifica, è al collasso nei giorni in cui, come ieri, si svolgono contemporaneamente più manifestazioni, fra la parrocchia (pranzo annuale dei meno giovani), la chiesa (messa del sabato sera) e villa Imbonati (conferenza sul diabete).
Il parcheggio del centro servizi, sprovvisto di un posto riservato ai portatori di handicap nonché di un posto per il carico e scarico delle merci, viene occupato stabilmente da auto che stazionano anche tutto il giorno, senza l’obbligo del disco orario, e togliendolo alle persone che si devono recare in farmacia, arrecando quindi un doppio danno: economico e di accessibilità alle persone anziane o infortunate.
La mancanza di rispetto del prossimo maggiore, la riscontriamo, paradossalmente, fra coloro che si recano a messa al sabato sera.
Arrivano in auto in ritardo, spesso a messa già iniziata, e letteralmente posteggiano in maniera assurda, dove trovano, spesso malamente, e scappano via.
Solo approfondendo la conoscenza della mentalità del paese, in tutte le sue ristrettezze, si può trovare una spiegazione.
I segni rossi che si possono osservare nell’immagine, rappresentano gli spazi che ieri sera, dalle 18 alle 19, con la farmacia aperta e nell’ora di massimo flusso, erano stati occupati da persone che si sono recate a messa, col risultato di paralizzare l’attività non solo della farmacia, ma anche dei negozi attorno.
Altra cosa per noi impossibile da comprendere è come mai non si obblighi la parrocchia a cerare dei posti auto al suo interno.

E non comprendiamo nemmeno come mai il nostro sindaco, che in persona, app specifica alla mano sul telefonino, è solito multare le auto parcheggiate nei dintorni della pizzeria Mare Caldo (ovvero le auto di persone in fila per ritirare la pizza da asporto), il sindaco sceriffo, dicevamo, non faccia altrettanto col parcheggio selvaggio dell’ora della messa? Perché questa discriminazione nei confronti dei mangiatori di pizza?
… che qualcuno ci illumini, perchè siamo stanchi di litigare con coloro che piazzano l’auto fuori dalla farmacia per andare a messa, e, contemporaneamente, di ascoltare le lamentele dei clienti (come se fosse colpa nostra) che hanno dovuto fare un lungo tratto a piedi, spesso con qualche acciacco, perchè non hanno trovato un posteggio.

Buona settimana a tutti.
Vi voglio bene! (anche a coloro che, leggendo questo scritto e riconoscendosi, storceranno il naso).

vittorio belluso

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