La Caritas di Como sta organizzando e predisponendo, come la solito a spese del contribuente, che i clandestini da lei gestiti trovino un’occupazione.

Fin qui, tutto bene, niente di male direte voi …
Ma, attenzione, perchè c’è un ma!
Nessun lavoro utile, nessun lavoro pesante.
Nessuno spurgo di tombini intasati, nessun taglio di boscaglia, nessuna manutenzione dei parchi o dei boschi, bensì, con tanto di pettorina gialla addosso, i profughi_clandestini faranno attraversare la strada ai bambini che vanno a scuola.
La Caritas_Como, sta organizzando per i suoi ospiti corsi di formazione per diventare cuochi, falegnami, agricoltori, muratori, rivendicando con orgoglio di aver trovato lavoro, nel comasco, a 30 clandestini.
Sorge spontanea una domanda: i nostri disoccupati, esodati e cassaintegrati, perchè non vengono anch’essi aiutati?
Non contano?
Per loro niente scuola, niente assicurazione? Niente lavori leggeri e nemmeno pesanti … niente di niente?
Anche a Cavallasca è nei progetti della giunta il fare la stessa cosa.
Dopo la stipula di un’assicurazione per ogni singolo asilante, si intende infilare loro una pettorina gialla e mandarli fuori dalla scuola di via Monte Sasso a regolare il traffico. (con la Ztl  🙄  ).
Un motivo in più per ragionare se è ancora il caso di devolvere l’8 per mille alla Chiesa, che patrocina la Caritas, almeno fino a nuovo ordine.

profughi

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