Come un paio di mesi fa vi avevamo anticipato, una importante associazione animalista, è scesa in campo in difesa della fauna selvatica del parco Spina Verde, dopo che le istituzioni avevano concesso alla parrocchia di San Michele il permesso per lo svolgersi di scenografici fuochi artificiali in concomitanza della festa patronale settembrina, ma anche della stagione migratoria.

Alle richieste di tanti cittadini, molti dei quali proprietari di animali domestici, di non mettere in atto nella stagione migratoria dei fuochi artificiali tanto potenti, le istituzioni hanno pilatescamente deciso di assecondare comunque la parrocchia nella sua volontà di festeggiare il santo, festeggiamenti concretizzatisi non tanto con raduni di preghiera, ma al suono di mirabolanti fuochi artificiali, vendita di oggetti vari oltre che salumi e formaggi, pranzi a base di salamelle nel mezzo del paese, col risultato di paralizzare ogni attività presente nella comunità.

Tale comportamento assunto dalle autorità ha spinto alcuni cittadini a ricorrere al TAR, accusando il sindaco – attraverso la sua ordinanza – di aver provocato danno alla fauna del parco.
Come vi avevamo anticipato, e come alcuni dei nostri lettori non hanno creduto, la denuncia è stata sporta e ne riportiamo la prima pagina, edulcorata da ogni dato sensibile, vista la delicatezza della questione.
Ora la parola passerà agli avvocati.
Passerà del tempo.
Ma se succederà che chi ha sparato i fuochi verrà ritenuto responsabile di danno ambientale e condannato a pagare una pesante sanzione pecuniaria, questo fatto avrà una eco nazionale che troverà emulazione in moltissimi altri comuni italiani, segnando l’inizio della fine della mania sempre più imperante di sparare dei fuochi artificiali ad ogni occasione propizia, fregandosene degli animali domestici che si spaventano, e di quelli selvatici che finiscono col perdere la rotta migratoria.

vittorio belluso

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