Fuochi artificiali nella cintura della Spina Verde: uno spreco di denaro per uno spettacolo vecchio, costoso e pericoloso per tutti, uomini e bestiole

Ieri sera 9 agosto, sono stati sparati i fuochi artificiali, ormai divenuti, da una decina d’anni, tradizione locale.
Essi sono stati preceduti, attorno alle 20, da due poderosi botti, quando il cielo era ancora chiaro. Non si è capito se si è trattato di prove generali o della decisione di eliminare i due ultimi botti – notoriamente i più potenti, alla fine dello spettacolo, svoltosi un paio d’ore e mezzo più tardi.

Quel che abbiamo da registrare, è come, a differenza degli altri anni, vi è un numero crescente di cittadini che manifestano la loro contrarietà allo svolgimento di tali spettacoli, da taluni definiti uno spreco di denaro e, soprattutto, pericolosi per gli animali domestici (Poco o nulla si sa sull’impatto che questi hanno sulla fauna selvatica della spina verde, specie quella volatile e migratoria).

I commenti fra i “pro-fuochi” e i “contro” si è fatta rovente e, alla fine, volgare e violenta, ma solo dalla parte di coloro che ne sostengono lo svolgimento, a conferma di un livello educativo senz’altro inferiore rispetto a coloro che, invece, pongono l’attenzione sugli aspetti collaterali, – e quindi negativi – dei fuochi artificiali.

C’è poi chi ha sottolineato come i soldi spesi per i fuochi di ieri sera, si sarebbero potuti dare al canile di Albate, danneggiato da un incendio  pochi giorni fa ed ora bisognoso di venire rimesso a posto.

Ma anche chi, dando sfoggio di grande signorilità e di un raggiunto notevole livello di sensibilità civica, ha testualmente scritto :
Ma smettetela di rompere il cazzo, sono una tradizione da sempre, già è un peccato che non ci sia più il “luna park” adesso dobbiamo pure adattare la festa patronale al volere di qualcuno?!?….”.

Di sicuro, e questo è il nostro personale parere, i fuochi non costituiscono certo “la fine del mondo”, ma si può far meglio a minor costo e con minore impatto sulla fauna selvatica e domestica.
Mi riferisco ai droni luminosi già usati a Torino: sono spettacolosi e non creano alcun sconvolgimento, specie qui che siamo a contatto con un parco naturale.
Non si tratta di essere contro ad una tradizione a prescindere, ma di crescere spiritualmente e culturalmente, verso una società più attenta e rispettosa del prossimo, qualunque esso sia, umano o animale, selvatico o domestico.

vittorio belluso

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