Al riguardo dei botti della festa di San Michele, in programma per fine settembre, voluti dal parroco ed alcuni residenti, ci tengo a chiarire la mia posizione.

I fuochi artificiali, né li amo né li odio. Certo non scomoderei avvocati e giuristi per impedire che vengano effettuati. (Ma se qualcuno ha ritenuto di farlo, certo lo rispetto).
Capisco che per una parte di popolazione che non ha nient’altro, queste occasioni possano rappresentare una valida alternativa alla noia ed alla routine della vita del paese, sempre uguale e sempre quella.

Cionondimeno, però, ritengo che sia scandaloso che a patrocinarli sia una parrocchia, che spenda tanti soldi per queste cazzate, distogliendoli da chi ha veramente bisogno.
Quanto costano i fuochi in programma quest’anno?
2 mila euro? 3 mila? 4 mila?.. sempre troppi!
Circa i volatili e gli animali domestici che si spaventano, lascio parlare chi è più ferrato di me in materia.

Ma, sottolineo, quel che più mi dà fastidio e ritengo ingiuto, è che per un santo patrono, si abbia intenzione di paralizzare la vita di centinaia di persone, attraverso il blocco delle strade Dunant e per Montano.

E’ assurdo che ad un esercizio pubblico come una farmacia venga impedito di lavorare ed alla gente di raggiungerla comodamente.
E’ ingiusto che noi si sia costretti a chiudere quel giorno.

E’ una ordinanza da terzo mondo, che solo delle persone ignoranti possono firmare.
Sulle festività religiose poi, stendo un velo pietoso.
Ma questo è un problema mio.
Ogni volta che vedo festeggiare un santo, mi viene in mente il film “Il padrino”.

La statua del santo veniva portata per le vie del quartiere italiano di New York a braccia, e la, gente, un po’ per superstizione, molto meno per convinzione religiosa, vi appendeva delle banconote in segno di offerta. (E guai a chi non lo faceva).
In alcuni paesi del profondo sud, è ancora così.
Ma Cavallasca non è la Sicilia. Nè un rione di Napoli o di un paese arroccato della Calabria.

Queste cose qui da noi non si usano più per due motivi: la maggioranza della gente non crede più nei santi e le feste sono da intralcio a chi, nelle vie occupate per le processioni e per attività varie che con la religione non c’entrano, deve passare anche solo per andare nella propria casa od uscirvi. (L’anno scorso ci sono state persone che sono state letteralmente segregate in casa, impossibilitate ad uscire con la propria automobile).

Ultima considerazione: ma non sembra anche a voi che le bancarelle in mezzo alla strada principale rompano le scatole a 9 cittadini su dieci?

Che le mettessero in qualche via secondaria sempre chiusa al transito delle auto o magari proprio nel luogo più adatto: il sagrato della chiesa.
Lì, non intralcerebbero nessuno!

vittorio belluso

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