belluso vittorio 3L’analisi politica della settimana di vittorio belluso

file audio intervento di belluso

La settimana che si è conclusa, è stata, posso affermare con certezza, la più importante degli ultimi anni, certamente la più importante da quando l’attuale amministrazione – era il lontano 2009 – si insediò a villa Imbonati dopo una rocambolesca vittoria non priva di ombre.

L’assemblea pubblica che si è svolta venerdì sera nella sala consigliare del municipio, ha visto una partecipazione di pubblico senza precedenti.
Molte, moltissime persone, non hanno potuto sentire nulla perchè rimaste fuori dalla vetrata di accesso alla sala.
Altre ancora hanno purtroppo desistito e sono tornate a casa.

Il pubblico presente, a più riprese, ha manifestato il proprio dissenso in maniera chiara e netta, tanto che siamo convinti che non vi sarà un’altra assemblea indetta dalla giunta, tanto a mal partito si è trovata.

Ora il paese è in subbuglio.
Tutti parlano del buco di bilancio.
Nei bar, fuori dalla chiesa, negli ambulatori, fuori dai vari negozi.
In giro non c’è traccia del sindaco, nè dei due assessori, evidentemente prudentemente rimasti rintanati nelle loro case.
I loro sostenitori non potranno aver fatto altro che riportare che l’aria che tira è contraria, dato che i cavallaschini sono giustamente adirati con chi li ha condotti sin qui, e che, a breve, affonderà le mani nelle loro tasche per ripianare debiti contratti e tentati di nascondere.
L’assemblea svoltasi, quasi certamente, finirà per rappresentare un caso anomalo e isolato, un unicum che, temiamo, non verrà più ripetuto, vista la figuraccia che ne è scaturita per chi ci ha condotto sull’orlo del baratro del commissariamento prefettizio.

Ripetiamo: non si era mai vista tanta gente. Mai sentito contestare sindaco e vicesindaco come venerdì sera.

Per la prima volta, dal giugno del 2009, la giunta  ha sentito di essere diventata improvvisamente minoranza.

Se i sui componenti fossero umili e pragmatici, cosa che venerdì più che mai hanno mostrato di non essere, avrebbero già rassegnato le dimissioni.
Ma per rassegnare le proprie dimissioni, ovverosia per ammettere il proprio fallimento al cospetto di 200 e passa persone e a fronte di 500mila euro di disavanzo di bilancio dichiarato (che poi risulterà essere ancora maggiore), occorre essere ricchi di qualità che evidentemente non si posseggono, primo fra tutte il coraggio e un concetto della dignità non comuni.
Parliamo della dignità che sgorga direttamente dalla coscienza, quella coscienza che il sindaco in persona, l’altra sera, rispondendo al mio intervento, ha dichiarato non rispondere ai richiami del sottoscritto.
(Premetto e correggo l’articolo apparso oggi su La Provincia, che io non ho chiesto ufficialmente le dimissioni della giunta attraverso il voto, ma della coscienza dei sui stessi componenti, che è cosa ben diversa e forse anche più impegnativa).
A questo punto, le speranze di tantissime persone, si concentrano sui membri più responsabili della maggioranza, i quali, sentendosi in imbarazzo e forse anche in colpa in quanto considerati corresponsabili del fallimento gestionale e amministrativo della compagine di cui anch’essi fanno parte, nei confronti di una popolazione improvvisamente divenuta ostile, colgano l’occasione per dimettersi, lasciando la giunta in balia delle proprie responsabilità, non solo nei confronti di una popolazione evidentemente defraudata delle proprie speranze, ma anche nei confronti di essi stessi, a cui le vere strategie, sono spesso state tenute celate.
Anche loro, i membri responsabili della maggioranza, hanno il diritto di sentirsi defraudati di qualcosa: la loro reputazione di fronte ai propri concittadini.

vittorio belluso

la provincia 8 maggio

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