Cari lettori,

tutto quel che abbiamo da segnalarvi questa settimana è il fatto che il parco Spina Verde, che potrebbe essere il paradiso di escursionisti e amanti del montain bike, (e freeride), se solo i nostri governanti fossero un poco più intelligenti di quel che sono, in questa Italia in tocchi è invece divenuto terra di cinghiali selvatici che ti attraversano la strada quando meno te lo aspetti e di clandestini che di notte cercano di raggiungere e oltrepassare la rete confinaria con la Svizzera.
La speranza è che, ad elezioni ormai prossime, cambi al più presto il governo e venga bloccato il progetto – invero folle -di collocare altri clandestini nella ex caserma della Guardia di Finanza del Monte Sasso in aggiunta a quelli che ormai da anni stazionano stabilmente nel centro a Cavallasca.

Perchè se la realtà che abbiamo potuto constatare di persona ogniqualvolta ci rechiamo all’Agriturismo posto in cima al Monte è già oggi di degrado, non osiamo neppure immaginare cosa diverrebbe con un centro logistico di clandestini posto alle pendici del monte stesso.

Follia!

Per quanto invece concerne i cinghiali, abbiamo da segnalare che gli abbattimenti non sono numerosi come dovrebbero essere, e che dietro quest’opera di sola apparentemente di utilità pubblica, si cela l’interesse economico.
Interesse economico che vede nella vendita della buona carne di cinghiale selvatico una fonte di reddito. E quindi gli abbattimenti non avvengono mai in serie, ma pochi per volta, quando non uno solo, in modo di non intasare la cella frigorifera posta in località Carbonera, in cui le carcasse macellate vengono conservate in attesa del via libera dell’ufficio preposto all’autorizzazione alla commestibilità delle carni e quindi alla vendita.

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