Finirà inglobata a Como?

A pochi giorni dall’annuncio del fallimento della trattativa di fusione fra Cavallasca e San Fermo, da addebitarsi ed entrambi i sindaci, a causa della propria incapacità nel gestire situazioni delicate e complesse, si possono fare delle ipotesi di previsione, per quanto concerne il futuro.
Abbiamo spiegato fino alla nausea in questi anni, nella campagna elettorale di 2 anni fa, e, ancora, in quest’ultimo scorcio d’estate allorchè sembrava che la trattativa volgesse a buon fine, i vantaggi che tale operazione avrebbe comportato per entrambe le comunità.
Vantaggi distinti ma ugualmente importanti.
Per quanto concerneva San Fermo, l’interesse vitale consisteva nello sfuggire all’abbraccio mortale di Como, che ha assoluto bisogno, per risollevarsi dal degrado e dalla decadenza in cui è caduta (la cosa è sotto gli occhi di tutti), delle entrate milionarie provenienti dai parcheggi dell’ospedale Sant’Anna.

Per quanto concerne la città di Como, il fatto che la fusione non sia andata in porto, è stata una bellissima notizia, che ha visto il formarsi, nei mesi passati, di una corrente trasversale ai partiti maggiori che era unanimemente contraria all’accordo fra Cavallasca e S.Fermo.
Ma, di questa cosa, oltre alla giunta di Cavallasca, nemmeno quella sanfermina pare fosse al corrente.
Molto sicura di sé, a tratti persino arrogante, la squadra di governo di San Fermo è convinta che Como e, per lei, la Regione Lombardia, nulla potranno in tal senso, cioè non si riuscirà a fagocitare San Fermo, che continuerà imperterrita a godere dei vantaggi economici, pur frustrati dal patto di stabilità, che le derivano dall’ospedale provinciale esistente sul suo territorio.

I gruppi di cittadini (guarda caso anche qui soprattutto i più anziani e i proprietari terrieri) che erano assolutamente contrari ad una ipotesi di fusione con Cavallasca, a nostro avviso hanno poco da gioire.
Costoro, evidentemente avulsi dai meccanismi economici che regolano la vita degli enti locali, non hanno capito che il conto alla rovescia che vedrà San Fermo finire nelle fauci di Como per decreto è già in atto e procede.
E’ una questione di tempo.
E quel giorno, la sicumera dei vari Mascetti e Falone che, evidentemente, non possiedono una visione prospettiva che vada oltre la punta del naso, crollerà in un colpo solo e l’antica Vergosa tornerà ad essere quella che è sempre stata: periferia di Como.

In che Tempi?

Difficile azzardare una risposta, molto dipenderà dalle prossime elezioni politiche.
Di fatto, l’economia va di male in peggio e i Comuni vanno ridotti nel numero per scaricare l’organico dei dipendenti pubblici di alcune centinaia di migliaia di unità, appunto quelle che non verrebbero sostituite alla loro andata in pensione.
Questo è il vero scopo dell’incentivazione da parte dello Stato ai Comuni affinchè si fondano fra di loro.
L’obiettivo è cancellare i Comuni sotto i 7.500_10.000 abitanti, fondendo fra di loro quelli che non raggiungono tale soglia.
Quindi, un lustro al massimo. 5 anni da oggi.

vittorio belluso

battaglia di san fermo

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)
Print Friendly, PDF & Email