Il brigare sottobanco del sindaco uscente al fine di tentare di garantire a se ed a qualche fedele sopravvissuto un ruolo di rilievo nel futuro politico sanfermino, all’indomani del referendum incorporativo, non deve distogliere la nostra attenzione da alcuni punti fondanti di quel che è successo, del perchè è successo e del perchè col 1° di gennaio Cavallasaca cesserà di esistere come comunità autonoma.

Innazitutto occorre charire che l’80% dei cavallaschini ha votato nel senso di mandare a casa la giunta, sindaco per primo. Sono stati soprattutto i meno giovani a decretare la bocciatura di Ronchetti, della sua politica, dei suoi deludentissimi risultati.
Come la vignetta che ci è stata gentilmente mandata dal nostro disegnatore illustra magnificamente, il sindaco uscente non è più riconosciuto tale dalla stragrande parte della popolazione residente.

Ragione per cui non spetta a lui il decidere la formazione della Commissione rappresentativa statutaria che rappresenterà, sia pure fuori dal consiglio comunale, le esigenze e le istanze dei residenti del paese accorpato.
Spetta ad un nuovo referendum indetto fra la popolazione che indichi chi, fra coloro che si proporranno, dovrà rappresentarci.

Noi di Forza Cavallasca esigiamo di trovare una forma di rappresentanza.

Auspicavamo, ancora nel luglio scorso, le dimissioni del sindaco e della giunta, perchè tale azione ci avrebbe condotto a nuove elezioni già in questo autunno, elezioni che, siamo convinti, avrebbero decretato la nostra vittoria sacrosanta.

vittorio belluso

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