Apprendiamo dai media che il sindaco ha dato il suo benestare al fatto che, sul territorio di san Fermo, da oggi si possano celebrare matrimoni con rito civile anche fuori dal contesto del municipio o dello splendido contesto di villa Imbonati.
Ci si perdoni l’immodestia, ma anche questa volta intravediamo la nostra attività sociale e politica locale in questa scelta.

Infatti è da anni che ci battiamo perchè i matrimoni con rito civile, sempre più numerosi a discapito di quelli celebrati in chiesa, possano fungere da volano per la nostra economia locale.
Sono anni che parliamo di ditte di catering specializzate in questo genere di eventi, senza dimenticare i battesimi, le cresime, gli anniversari vari, i meeting, cui daremmo volentieri in appalto l’uso della villa Imbonati, ora, a dispetto dei trionfalistici quanto sterili proclami di buoni intendimenti, viene lasciata abbandonata pressochè a se stessa, in un clima di degrado già non più solo apparente.

Villa Imbonati la vera ‘gatta da pelare‘ ereditata dalla fallimentare avventura politica della giunta precedente.
Sulla carta la villa seicentesca è un qualcosa che nessun altro comune qua intorno possiede, con un parco bello esteso, rimesso a nuovo ma semi inutilizzabile, con panchine rotte e accessi scomodi e limitati.
Un parco che non svolge l’attività di parco, cioè di spazio ove giovani e le famiglie, specie dalla primavera all’autunno, possano vivere il meraviglioso contatto con la natura.
Niente di tutto questo.

Ma, dicevamo, il problema più grosso è cosa fare di villa Imbonati, coi suoi altissimi costi di gestione legati al riscaldamento, ad infissi realizzati ai tempi di Garibaldi, agli splendidi affreschi che necessitano di temperature costanti e un ambiente non troppo umido, alle infiltrazioni che in alcuni punti già cominciano a farsi strada da un tetto che andrebbe rifatto anch’esso, visto che contiene il pericolosissimo eternit.

Di tutte queste cose, noi modestamente abbiamo cominciato a parlare non meno di un lustro fa, nell’indifferenza e spesso nell’ostracismo di una realtà locale spesso prevenuta nei nostri confronti, che arrancava senza idee e senza soldi senza un chiaro piano di sviluppo da applicare.
Già un lustro fa, quindi in tempi non sospetti, noi avanzammo l’ipotesi di trasformare villa Imbonati in un centro congressi ed eventi, sulla falsa riga di villa Serbelloni a Bellagio, che implementasse il business dei matrimoni laici.
Questa idea sbarcò, tramite il mio lavoro di consigliere comunale, in Consiglio comunale, ove sguardi sorpresi e ironici praticamente mi risero in faccia, tanto loro appariva bizzarra l’idea.
Peccato che i “bizzarri”, i “fuori dal tempo”, in definitiva, “gli inadueguati”, erano loro, e non certo io, unica voce fuori dal coro, a proporre soluzioni nuove per problematiche vecchie.

Ora, alla luce della nuovo ordinamento che incentiva i matrimonio con rito civile sul territorio di San Fermo, ci permettiamo di avanzare l’ipotesi di coinvolgere una ditta specializzata nel catering e ristorazione, addentro al mercato dei matrimoni, sia laici che religiosi.
Si potrebbe, con contratti di locazione con ammortizzatori nel caso le cose andassero male e incentivi al locatario se bene, affidare a tale ditta la gestione dell’intera Villa Imbonati, ove gli eventi, ovverosia matrimoni, meeting aziendali, mostre artistiche ecc. ecc. fossero fonte di reddito per il gestore e quindi per il Comune di San Fermo.

Ho anche un’idea su chi potrebbe  accollarsi questa enorme responsabilità:
i fratelli Saglio: Massimo e Walter.
Chi più di loro?

Gli stessi che con tenacia e capacità imprenditoriali hanno appena ottenuto che i matrimoni civili si possano svolgere nel loro agriturismo, sul Monte Sasso.

Da bravi git conoscono la realtà locale da sempre perchè l’hanno in parte fatta, amano la loro terra, rispettano le tradizioni, e sono due bravi imprenditori.

Ripetiamo, chi meglio di loro?

vittorio belluso

* nella foto sopra i due fratelli Saglio, Walter e Massimo

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