Leggendo le dichiarazioni rilasciate dal nostro primo cittadino nell’immediatezza dell’aver appreso dell’inaspettata sconfitta nella corsa alla presidenza della provincia, mi viene da fare un paio di considerazioni che vorrei condividere con Voi.

Innanzi tutto non si può non apprezzare la capacità di incassare una bocciatura come questa da parte di Mascetti.
Ancora ieri mattina, a poche ore dalla chiusura dei seggi, l’ho incontrato e non aveva perso il suo proverbiale sorriso sornione, né la capacità di esprimere battute.
Chapeau!

Non è da tutti.

Il “saper andare oltre”, è caratteristica del politico di razza, ed io riconosco nel nostro sindaco tale qualità.
Ma c’è un ma.
Il tentativo di minimizzare la sconfitta chiamando in causa la scarsa affluenza e il fatto che, a conti fatti, sarebbe mancato un solo voto di un consigliere comunale di un comune sopra i 5000 abitanti per dare a lui la vittoria, significa che non ha compreso appieno quello che è successo.

La sconfitta era nell’aria.
E l’ho scritto il giorno prima.
Mascetti non è amato in provincia.
Soprattutto non è stimato perchè laddove vi sono persone che occupano posizioni amministrative, vi è la capacità, che non è di tutti, di leggere la politica che un sindaco fa sul proprio territorio, senza farsi influenzare da un’informazione evidentemente di parte.

Modestamente, a livello provinciale, chi vi scrive gode di forse maggiore considerazione di quanta ne ha a livello locale, ove, a causa della mia schiettezza, mi sono inimicato molte persone.
Ebbene, al livello provinciale, ho potuto constatare che il voto di ieri non è stato un voto a favore di Bongiasca, ma contro Mascettii.
Soprattutto da parte di chi , astenendosi dal recarsi alle urne provinciali, ha voluto così manifestare il proprio dissenso nei confronti della designazione da parte di un centro destra ch’Egli non è in grado di rappresentare.
Invero nemmeno l’altro lo sarebbe stato.
Ma, infatti, si è presentato col centro sx, e quindi, Bongiasca, è apparso più credibile del nostro primo cittadino, che è in procinto di devastare la zona della vecchia Cavallasca, in opere pubbliche pessime e costose, fortemente impattanti sulla viabilità e, più in generale, sulla qualità della vita dei residenti, al solo scopo di fare contenti il prete e un paio di maestre, in attesa che queste persone, fra tre anni, gli restituiscano il favore ricevuto consigliando a parrocchiani e genitori di alunni di rivotare, per l’ennesima volta, per lui.
E’ la politica italiana!
Giusto quella che amministratori e sindaci, mercoledì, hanno bocciato!
Quindi, caro Pierluigi, veda Lei se non è il caso cambiare qualcosa nella Sua politica oppure no.
Ha tre anni di tempo.

vittorio belluso

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