La settimana sanfermina

Cari amici e lettori, riprendo a scrivere dopo qualche giorno di silenzio, un silenzio figlio del rispetto dei sentimenti altrui, tanto toccati da fatti tragici quanto luttuosi.

Le notizie della settima che vorrei condividere con Voi si contano sulle dita di una mano. E sono quelle che seguono:

Luci a led anche per Cavallasca

E’ notizia ufficiale che nel corso del 2019, grazie ad un bando Cariplo a cui il Comune di San Fermo partecipò alcuni anni fa, la, copertura dell’illuminazione pubblica a led, molto più performante di quella ad incandescenza, verrà estesa anche a Cavallasca, incorporata in San Fermo successivamente al bando.
Aldilà delle nozioni tecniche che rendono possibile questa operazione, ritengo che questa sia una vittoria del buon senso, e mia in particolare.
Scusate l’immodestia, ma sono io che in Commissione sicurezza ho posto la questione, alla luce dei furti a ripetizione avvenuti nel periodo di Natale, in cui le villette delle zone buie e periferiche sono state prese particolarmente di mira dai ladri.

In un primo momento venne risposto che la cosa non era possibile a causa del costo giudicato troppo alto, (ci venne “sparata” la cifra stimata di 400 mila euro quando in realtà il costo sarà di solo 72 mila, cioè 8 o 9 volte inferiore) ma poi – e qui viene fuori la duttilità del sindaco – sull’onda dell’opinione pubblica cavallaschina che a voce sempre più alta chiedeva l’adeguamento a led dell’illuminazione fra i due paesi, il cambio di rotta.
Ora i meriti se li prenderà certamente chi in un primo momento si era detto contrario, ma così è la vita, così è la politica del paese. Noi ci accontentiamo di aver “portato a casa”, anche grazie a questo blog, una vittoria di cui sarà beneficiaria la collettività.

Asilo di Cavallasca

Lo scempio continua. Il parroco  ringrazia il sindaco per la regalia.

Dossi

I cittadini sia sanfermini che cavallaschini si sono stufati dei dossi mascettiani, e, dove possono, li smontano, come documenta questa foto inviataci da un lettore.


Passaggio pedonale illuminato in piazza a San Fermo

E’ sempre rotto. Sempre in manutenzione. Anche questa settimana una transenna ad un lato del camminamento testimoniava come l’apparato, nel suo complesso, oltre che costoso, sia anche delicato.
Le strisce non si illuminano o si accendono con ritardo.
Evidentemente il carico stradale, specie di mezzi pesanti, comporta un logoramento superiore alle previsioni del progettista.
Noi, fin da subito, contrariamente all’opinione pubblica che ne plaudiva l’installazione prima in Italia nel suo genere, avanzammo dubbi sulla congruità costi-benefici.
Ora sappiamo che avevamo ragione. Anche allora avevamo visto più lungo di tutti.

Ex dipendenti del Comune di Cavallasca incorporato in San Fermo

Col mese di marzo, un’altra figura comunale di Cavallasca, si trasferisce in un altro Comune.

Dopo di essa, del vecchio organico di Cavallasca, solo il messo, una impiegata dell’anagrafe, un tecnico e il comandante dei vigili sono rimasti nel Municipio di San Fermo.
Tutti gli altri se ne sono andati, con le più disparate motivazioni.

Ma la vera causa di tutte queste migrazioni, ancora una volta, è scritta in articoli passati di questo blog, che ci valsero persino lettere di diffida, cui rispondemmo per le rime. La verità, fermo restando che non crediamo che il sindaco sia un orco cattivo mangiatore di dipendenti comunali al punto di farli fuggire a gambe levate al suo cospetto, è quella che a suo tempo denunciammo:
Gli stipendi del defunto Comune di Cavallasca erano più alti mediamente di un buon 20% rispetto a quelli goduti dai colleghi di San Fermo.
Il meccanismo di aumento, di calcolo del salario accessorio, nonché dei “premi produzione”, era effettuato in maniera opinabile, da chi non aveva ben cognizione di quanto la spesa corrente sommata a quella per il personale, cominciassero ad incidere sui bilanci in maniera via via sempre più insostenibile.
Io mi accorsi che la nave faceva acqua, e provai a denunciarlo, sia in Consiglio comunale che su questo blog, ottenendo in cambio che “il sistema”, si rivoltò contro di me, usando lo strumento della maldicenza quando non l’effettiva diffamazione, per screditarmi.
Non porto rancore per nessuno.
Credo che il tempo sia stato infine galantuomo. Sono sempre stato in pace con la mia coscienza ed è a questa, e solo a questa che ho sempre risposto.

Vittorio Belluso

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