L’occasione persa dalla sinistra sanfermina e cavallaschina

La settimana politica secondo noi

Dunque, la settimana che ci stiamo lasciando alle spalle ha visto l’ufficializzazione della ridiscesa in campo di Enzo Tiso, a capo di una lista pseudo civica, che altri non è se non la rappresentanza della sinistra locale, come unica forza da contrapporsi allo strapotere di Mascetti.

Una scelta coraggiosa, potrebbe apparire agli occhi superficiali di chi la politica locale la segue un giorno si e 6 no… in realtà, a nostro avviso, una dimostrazione di estrema debolezza.
Si, avete capito bene, debolezza.
Debolezza perchè, con la scusa di dare una rappresentanza a Cavallasca, sfida che in realtà non è stata raccolta da praticamente nessuno, eccezion fatta per gli amici Giovanni Oliva e Marco Santorelli (foto) per altro nemmeno più residente a Cavallasca, la lista che si delinea è sulla falsa riga di quella precedente, uscita male dalle elezioni di 1 anno fa.
Nessuna novità, dunque.
Solo il non sapere resistere alla tentazione di 4 seggiole da scaldare a portata di mano.
4 posti che noi, io e Massimo Butti, avremmo voluto riempite di altri 4 yes man.
Mascetti, con la sua mania di egocentrismo, andava lasciato solo di fronte alle proprie responsabilità, nelle condizioni ideali di sbagliare per eccesso di sicurezza e mancanza di punti di  riferimento.
Ma troppo fine era tale disegno, troppo raffinato il nostro pensiero, perchè la sinistra locale lo potesse cogliere e fare proprio.
Tiso e i suoi vanno alle elezioni divisi e con un programma fumoso, del tutto privo di proposte reali e concrete che si possano tradurre in fatti.
King Pier andrà a nozze.
I consigli comunali avranno ancora un senso e ci sarà una parvenza di dibattito che, alla fin fine, non farà altro che consolidare il potere già troppo affermato di ora.
Tale modo di amministrare, secondo il nostro metro, cioè il fare un uso disinvolto e spregiudicato delle risorse pubbliche per far contenti pochi potentati fra cui  -new entry- la parrocchia di Cavallasca (che appare in prima fila fra i questuanti dal cappello in mano, certa come è di ‘portare a casa’ € 1,200,000,00 di soldi pubblici per immetterli nel proprio patrimonio immobiliare nel caso in cui King Pier vinca), a gioco lungo, emergerà in tutto il suo potenziale deleterio per la comunità.

Certo, la sinistra non ha nelle sue fila chi sappia scrivere come noi, chi sappia esprimere idee, proposte e critiche col nostro coraggio, con la nostra disarmante trasparenza.

Il coraggio, in questa tornata elettorale piovuta dal cielo prefettizio come un fulmine a ciel sereno, era restare fuori dalla contesa elettorale.
E, da fuori, rivolgersi direttamente alla gente (tanto i Consigli comunali non li va a sentire nessuno e nessuno legge la documentazione che vi viene prodotta), attraverso gli organi di informazione che facciano da contraltare all’appiattimento ideologico e morale al quale stiamo assistendo.
Ho già scritto e lo ripeto: Cavallasca non è morta.
In questo momento è solo stordita per i troppi avvenimenti importanti succedutisi in un troppo breve lasso di tempo.
Ma, sappiate, il sottoscritto, così come la San Fermo che fa capo a Massimo Butti, sono ancora qui, con Voi.
Non vi lasceranno soli.
Daremo voce alle vostre speranze, denunceranno senza ipocrisie o asservimenti gli intrallazzi di potere che già stanno venendo alla luce.
La parola d’ordine è una sola:
non abbassare mai la testa!

vittorio belluso

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Un pensiero su “L’occasione persa dalla sinistra sanfermina e cavallaschina”

  1. Pitos che nagot l'è mei pitos. Tra il nulla è meglio qualcosa almeno una opposizione di critica. Sul fatto che Cavallasca non sia morta detto da uno che l'ha soppressa mi vien da sorridere.

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