L’accordo impossibile è quello ipotetico che la ex lista cavallaschina Forza Cavallasca avrebbe potuto fare con Cavallasca Futura (oggi in sintonia con San Fermo democratica) in chiave anti egemonia di Mascetti.
Sebbene già tre anni fa, quando a Cavallasca tutti capirono che l’elettorato medio oltre a temere il cambiamento come la peste, era incline a credere al fatto che gli asini potessero volare, così come alla spudorata ‘balla’ elettorale che un’amministrazione già pesantemente indebitata (la nostra di allora) potesse realizzare il marciapiede per Cà Martello in virtù di un prossimo accordo programmatico con un ente già allora altrettanto indebitato (la Provincia di Como), il nostro amato e stimato cavalier Frigerio ‘spingeva’ per una sorta di ‘patto’ locale fra le due liste uscite sconfitte dalle urne.
Una sorta di ‘patto di solidarietà’.
Facemmo anche un articolo nel merito che suscitò una smentita di Riccardo Gagliardi, il quale, nella convinzione che la mia persona avesse esaurito le proprie risorse, credette bene di prendere le distanze da quell’idea comunque di buon senso, comunque, almeno sulla carta,  vincente.

Tante cose sono accadute da allora.
La mala politica ronchettiana basata sull’inganno sistematico di un’opinione pubblica fondamentalmente ingenua, è venuto alla luce in tutta la sua drammaticità, portando la nostra comunità allo sfacelo della perdita della propria sovranità ed indipendenza.

Il dramma nazionale dei profughi, dai buonisti interessati che fanno busiuness con essi chiamati ‘migranti’, per noi altrimenti clandestini punto e basta, è giunto anche a San Fermo della Battaglia.
L’ipotesi della ex caserma Gdf in mano alle associazioni rosse e bianche che si arricchiscono sulle spalle degli italiani è un’ipotesi che noi non possiamo accettare, e per questo abbiamo fondato un comitato forte di oltre 1000 firme.
Un’ipotesi che segna un solco fra noi e ciò che resta della sinistra locale.
In tutto ciò, chi se ne avvantaggia, è senz’altro la compagine di Mascetti, che sulle divisioni degli altri ha costruito la propria fortuna.
Ma, va detto, e ciò per amor del vero e non certo per adulazione, la compagine di Mascetti è quella che meglio degli altri ha saputo formare una sintesi fra le varie posizioni, prima fra tutte la presa di posizione sulla paventata ipotesi di invio di altri clandestini sul nostro territorio, oltre la quota di 2,5 x 1000 concordata a livello nazionale.

Quindi, la nostra, altro non è se non una semplice constatazione della realtà.
Per il bene comune occorre talvolta saper mettere da parte le proprie ambizioni e riconoscere le qualità degli altri.
Se tutti ne fossero capaci come noi ne siamo capaci, Cavallasca esisterebbe ancora ed i suoi conti non sarebbero stati quelli che sono stati.

vittorio belluso

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