Caro Belluso,

Voglio ringraziarti per aver letto, analizzato e commentato il programma di San Fermo Democratica. In una arena politica in cui si privilegiano slogan superficiali, se non insulti gratuiti, fa piacere trovare qualcuno che entra nel merito dei problemi e ne vuole discutere. Dalla discussione e confronto, anche da posizioni lontane, possono nascere idee nuove per il bene del nostro paese. Confronto che purtroppo non ha caratterizzato la Giunta Mascetti in questo anno di mia presenza all’opposizione in Consiglio Comunale.

Sono contento anche che tu approvi molte delle nostre proposte, anche se per alcune parli di ovvietà e genericità. È bene però a volte sottolineare anche le cose che appaiono ovvie e scontate.

Ma veniamo invece alle critiche.

Per prima la critica di fondo di “utopia”. Ti assicuro che ognuna delle nostre proposte è basata su una analisi di fattibilità, che ovviamente non poteva essere riportata su un programma elettorale di poche pagine, ma su cui ci si può ulteriormente confrontare. Inoltre molte sono mutuate da esperienze di comuni “virtuosi” che da anni le applicano.

Parimenti per le proposte che tu giudichi costose è bene ricordare che siamo in Comune ricco, che si permette di spendere 54000 Euro per modificare una rotondina o di distribuire a pioggia contributi a destra e manca, senza preoccuparsi di analizzare a posteriori l’efficacia sociale degli stessi o perlomeno di coordinarne in modo chiaro l’utilizzo.

Il bilancio partecipato, o partecipativo, non è una “cazzata” e tantomeno “grillismo” (per altro non tutte le proposte in campo amministrativo del Movimento 5 stelle sono da buttare). Non si tratta di far decidere la sciura Maria invece della Giunta, ma di destinare una quota del bilancio per progetti avanzati da singoli e soprattutto da associazioni, comitati, gruppi organizzati o non. Si raccolgono idee, si trasformano in progetti fattibili anche economicamente e una giuria di esperti o una votazione popolare sceglie il migliore o il più utile. Non si inventa niente, sono decine gli esempi ormai in tutta Italia da grandi città come Monza e Bergamo a più piccole realtà come Desio o Canegrate, per citarne solo alcune più vicine a noi.

Mantenere una apertura di Uffici Comunali a Cavallasca non è velleità antieconomica. Basta un impiegato per poche ore con un computer collegato con gli archivi comunali (anagrafe,stato civile, tributi) per le pratiche più comuni, per aiutare chi fa fatica a spostarsi.

Sulla farmacia comunale, evidentemente la tua posizione è di parte e non disinteressata. Non si tratta di fare concorrenza al privato, ma di affidare una funzione sociale ad una struttura a partecipazione pubblica. Lo prevedono indicazioni ministeriali oltre che opportunità politica. Se la farmacia deve servire solo per fare cassa, allora sì, è meglio venderla a chi sa farlo meglio e utilizzare le risorse ottenute per opere pubbliche.

La frase “senza svendere ai privati” nel capitolo su Villa imbonati e Somaini, è riferita soprattutto al secondo edificio (quello che rimane dopo la realizzazione della biblioteca), per il quale l’amministrazione ha realizzato una via preferenziale per destinarlo a scuola privata esclusiva. Scelta che noi non concordiamo con motivazioni articolate e più volte ribadite. Per Villa Imbonati vorremmo discuterne meglio con chi giustamente la considera il simbolo della comunità di Cavallasca.

Sulle questioni ambientali, PGT, parchi ecc , vedo che siamo su posizioni molto distanti e non basterebbe un commento di poche righe, perché la salute e l’ambiente rappresentano dei cardini nel nostro programma; rimando quindi il confronto ad altra sede o momento, se lo ritieni opportuno.

Veniamo invece alla questione che sembra ti interessi di più.

Sì, io, figlio di immigrati, sono per l’accoglienza, e qui parlo in prima persona perché è anche un problema di coscienza. Accoglienza non “indiscriminata di clandestini” ma rivolta a quello che è purtroppo considerato un diverso, indipendentemente dalla nazionalità o religione, o a chi fugge da guerre, miseria o carestie. Accoglienza che deriva da considerazioni evangeliche come quelle di Papa Francesco, da lungimiranza politica come quella di Emma Bonino, da valutazioni su basi scientifiche come quelle della fondazione presieduta dal compianto laico Umberto Veronesi ed anche da valutazioni economiche come quelle di Angela Merkel, per citare un esempio più vicino alla tua cultura.

Accoglienza che però va programmata, per piccoli gruppi, organizzando un serio inserimento sociale e anche lavorativo.

Perché non parliamo della caserma nel programma? Perché è uno dei pochissimi punti su cui abbiamo posizioni vicine a quelle della attuale Giunta e rappresentate nella lettera del Sindaco al Prefetto. Vogliamo una distribuzione sostenibile ed equa con i comuni vicini, non vogliamo ghetti ingestibili e indecorosi anche per chi vi è ospitato.

Quindi anche per noi la ex caserma guardia di finanza non è, sulla base delle attuali informazioni, la soluzione per una vera accoglienza pur temporanea. Su questo apriremo un confronto serio con le istituzioni, in questo caso la Prefettura.

Presenteremo il nostro programma Giovedì 25 maggio ore 21 a San Fermo in via De Cristoforis 2 e Venerdì 26 a Cavallasca, Villa Imbonati.

Programma che saremo ben felici di discutere ed anche di rimodulare se le osservazioni e critiche saranno condivise; perché noi, a differenza di chi attualmente ci amministra, spero ancora per poco, crediamo nella partecipazione e confronto.

Cordialmente

Enzo Tiso

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