All’indomani della manifestazione che la Lega, col suo presidio, ha effettuato a Cavallasca nella piazzetta di via Dunant appena ieri mattina presto, non posso astenermi dal fare alcune considerazioni:
l’importanza del sit in è stata di caratura regionale.
C’era la Rai, con Rai 3, c’era Espansione tv, c’era il giornale di Olgiate e QUIComo.
C’erano un parlamentare, due consiglieri regionali, una segretaria provinciale, due consiglieri comunali di Como
C’erano anche una sessantina di persone.
Non di più.
Il residente era pressochè assente, eccezion fatta di alcune persone, che, eroiche, hanno sfidato il conformismo di paese per mostrarsi esibendo il proprio volto, un coraggio non da poco, che merita senz’altro il mio plauso.
Seduti al baretto a fronte, alcuni pensionati.
Un po’ divertiti per il trambusto, un po’ incuriositi, intenti a fare i conti dei costi della manifestazione, con lo schieramento di Polizia e Carabinieri (abbiamo contato 3 auto dei Carabinieri e 2 della Polizia) che ad ascoltare il merito dei discorsi.
In tanti hanno chiesto di poter sottoscrivere la petizione e in ben due persone abbiamo dovuto sederci al tavolino a raccogliere le firme prendendo nota dei relativi documenti.
Abbiamo raccolto una cinquantina di firme.
Una quindicina quelle di Cavallasca, non di più.
Ecco, questa è la nota dolente: il cavallaschino medio.
Non è allergia alle manifestazioni di questo tipo, lo sappiamo dalle email che riceviamo e che abbiamo ricevuto 2 anni fa, quando si svolse la prima manifestazione con anche Forza Italia e Fratelli d’Italia in aggiunta alla Lega, che il cavallaschino segue quel che succede nel suo paese con interesse.
Non è allergia, non è pacifismo, è viltà.tortorella-molteni-2
Paura di venire etichettati da altri ancor più ipocriti e conformisti.
La sicurezza di Cavallasca è in pericolo, questo l’hanno capito tutti.
Alcuni cittadini si sono detti pronti ad erigere barricate di bancali sulla strada d’accesso alla caserma in questione, sull’esempio di Gorino.
Ma gli altri?
Dove erano gli altri?
Noi lo sappiamo: nascosti dietro le tende di casa ad osservare, certi di non essere visti.
Gli stessi che per ben due volte hanno votato la stessa amministrazione, salvo poi ritrovarsi con 900 mila euro di buco in bilancio.
Gli stessi che ora non salutano più chi appena ieri omaggiavano perchè si sentono traditi, senza capire che una giunta politico amministrativa di una comunità altro non è se non l’espressione di essa.
Forse servirebbe  un bell’esame di coscienza.

vittorio belluso

manifestazione-lega

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