All’indomani dell’annuncio del fallimento (pilotato) della fusione fra Cavallasca e S.Fermo, l’unica considerazione che faccio è la seguente:

“gli amministratori di entrambi i paesi, dopo essersi accorti degli enormi vantaggi economici che la fusione avrebbe comportato per le due comunità_come da noi esposto al punto 1° del nostro programma elettorale_hanno cominciato ad incontrarsi, per sondare la fattibilità del progetto.
Per mesi ci hanno detto che non c’era fretta, che c’era tempo…
Poi sono scaduti i termini (marzo 2015).
A maggio, Falsone e Ronchetti vanno da Maroni, Presidente della Regione Lombardia, a chiedergli di avviare l’iter di fusione, perchè hanno infine deciso per il SI.
Ma i termini, sono già scaduti.
Maroni, per tramite del sottosegretario in Regione, Fermi_FI, fa sapere che devono sciogliere i consigli comunali entro luglio, se vogliono_in deroga_ usufruire dell’iter di fusione.
Ma i due sindaci, dichiarano che non hanno fretta, che va bene anche la nuova legge di fusione per incorporazione, presentata da Gaffuri_PD, che non prevede il commissariamento dei due comuni ma solo lo scioglimento del Comune che verrà ‘incorporato’ nell’altro, in attesa delle elezioni del comune incorporante _giugno 2016
A questo punto, i due sindaci, inoltrano in Regione tutta una serie di domande cavillose e specifiche a cui, dopo oltre 1 mese, giunge la risposta (da me non considerata corretta): nel caso di fusione per incorporazione non sono da considerarsi validi i vantaggi della fusione classica, cioè la deroga x 5 anni dal patto di stabilità.
Quindi: NON VI E’ CONVENIENZA A PROCEDERE IN QUESTO SENSO.
La morale è una sola: o i nostri sindaci hanno finto fin dal primo momento senza avere alcuna reale intenzione di procedere con la fusione, oppure sono due perfetti incapaci.
Due incompetenti”.

vittorio belluso

san fermo stemma

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