Altro che democrazia!

Mascetti era pronto a varare una seconda lista civetta nel caso in cui anche la sinistra locale non si fosse presentata alle prossime elezioni.

La discesa in campo di Enzo Tiso (PD) ha scongiurato l’eventualità di un Consiglio comunale totalmente privo di rappresentatività rendendo inutile la contro-mossa della maggioranza di schierare una finta lista di opposizione i cui elementi sarebbero stati scelti fra i numerosi yes men presenti sul territorio, lista di facciata che avrebbe avuto il compito di confondere ulteriormente le idee all’elettorato, facendogli credere che a San Fermo viga un regime democratico in cui il dibattito politico viene rispettato, così come pure le diverse anime che compongono il tessuto sociale del nuovo paese allargato che ha raggiunto con la fusione- lo ricordiamo – il ragguardevole numero di quasi 8 mila abitanti.

In pratica, la notizia di oggi è questa: il sindaco era pronto a parare il colpo della  mancanza di dibattito in consiglio comunale, cioè che fosse poi evidente a tutti lo scarso peso che avrebbero avuto le sedute nel prossimo lustro.

Enzo Tiso, con la sua ridiscesa in campo, ha scongiurato il rischio per Pierluigi Mascetti di dover ricorrere a questo escamotage per tentare di dare una parvenza di democrazia – dopo averla distrutta -nel Comune gestito da lui.
Ma, nel prossimo Consiglio Comunale, mancherà la rappresentanza dell’anima conservatrice, liberale e riformatrice che l’attuale maggioranza non è assolutamente in grado di rappresentare.
Quella parte politica tanto osteggiata dai cosiddetti benpensanti locali che si è riconosciuta in noi in tutti questi anni.
Capite amici con chi abbiamo a che fare?
Si è tentato di distruggere la possibilità che il dibattito politico potesse mettere in difficoltà il proseguimento della linea amministrativa-politica che gestisce San Fermo da anni a  questa parte.
Si è tentato di azzerare le realtà politiche locali.
Ma inutilmente.
La nostra opera politica per ora continuerà dall’esterno del Municipio.
Riteniamo che il Consiglio comunale che uscirà dalle urne dell’11 giugno sarà comunque poca cosa.

Riteniamo che chi si riconoscerà nella linea politica da noi oggi tracciata, difficilmente si recherà alle urne.
Sappiamo che anche nella vecchia San Fermo i nostri lettori crescono a ritmi di decine ogni giorno e che sono in tanti che hanno cominciato a porsi delle domande, a fare quei collegamenti che fino a ieri restavano embrionali ed a livello di battuta da salotto in un ristretto convivio.

Oggi ci siamo noi, pronti a coagulare una forma di critica politica che ieri non esisteva a San Fermo.
Una critica politica che ha il pregio di dire le cose nella loro disarmante crudezza, senza alcun ambiguità od omissione.

Siamo certi che nel prossimo futuro lo spessore di chi ci amministra, che oggi gode ancora del prestigio derivante dalla fortunata operazione effettuata a suo tempo con l’ospedale St.Anna, verrà fuori nella sua reale consistenza.
E allora sarà il momento di presentare un nuovo soggetto politico, fatto di persone trasparenti e capaci che convergano sia da San Fermo che da Cavallasca, che facciano della politica locale, cioè dell’amministrare una comunità al meglio delle proprie capacità, un ideale, una missione e non un mestiere.
Il mestiere del politico.
2 mandati al massimo e poi a casa!
Come abbiamo fatto noi.

vittorio belluso

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