La lettera inviata da Johannes Agterberg a “L’Avvenire”

Pubblichiamo la lettera inviata dal cavallaschino Johannes Agterberg in data 18 agosto 2022 al direttore del quotidiano L’Avvenire, senza però che – a tutt’oggi – abbia ricevuto risposta:

 

Gentile Direttore,

Sono un non credente, ma condivido la lotta della Chiesa e soprattutto di Papa Francesco per la povertà e la disuguaglianza in Italia e nel mondo.

Analizzando i programmi di alcuni partiti mi hanno colpito alcuni punti che vanno nel senso opposto.

  1. Il flat tax.
  • La proposta Berlusconi (FI)del 23%. Il vantaggio per chi ha un reddito imponibile di € 15.000, lo scaglione applicato per tanti pensionati e lavoratori, è ZERO. Chi guadagna € 28.000 il vantaggio è € 520, una diminuzione delle tasse da pagare di 7,4%. Il vantaggio per chi ha un reddito imponibile di €100.000 è € 11.370 (meno 35,4%);
  • La proposta di Salvini (Lega) del 15%. Per un reddito di € 15.000 il vantaggio è € 1.200, per € 28.000 il vantaggio sale a € 2.760, e per € 100.000 ammonta a €18.570  (meno 57,9%, quindi più della metà!)

La conclusione è soltanto che aumenta la disuguaglianza ulteriormente. La soluzione per me sarebbe la proposta di Calenda, per un reddito fino a € 10.000 – zero tasse, mantenendo gli altri scaglioni a secondo il reddito seguendo quanto stabilito dalla Costituzione.

  1. Porti chiusi (Lega), blocco navale (FdI) e immigrazione controllata.

Come laico condanno queste misure perché sono disumane. È ridicolo la divisione tra immigranti che fuggono per guerre e carestie e chi cerca un futuro migliore per sé e i suoi figli cosiddetti immigranti economici. In pratica vuol dire che è meglio che muoiano in mare o sono maltrattati nei campi libici? Poi parlano di immigrazione controllata, solo consentita per chi ha un permesso di lavoro. Cosa significa che emigrano le persone che abbiamo bisogno noi italiani, che hanno una formazione come medico, infermiera, ingegnere e altre specializzazioni, rubando ai paesi africani quelle figure che maggiormente servono per lo sviluppo e per il miglioramento della condizione di vita di questi popoli.

  1. Abolizione del reddito di cittadinanza

È la solita discussione: c’è abusivismo e non incentiva i giovani ad accettare un lavoro. L’abusivismo è empirico in Italia. Quando un governo vara un provvedimento per aiutare i cittadini si sa che alcuni ne approfittano. Non è giustificabile ma è la realtà. Va combattuto ma non deve essere la ragione per cancellare un provvedimento che ha salvato milioni di famiglie e i loro bambini dalla povertà estrema. Non ho trovato nei programmi una chiara indicazione della soluzione che consente in un paese civile a tutti di vivere in modo dignitoso.

La CEI è intervenuta frequentemente su argomenti riguardo la politica italiana, difendendo la posizione della Chiesa Cattolica. Io mi auguro che, in occasione delle prossime elezioni, intervenga, informando i cittadini sulle conseguenze negative, soprattutto per i meno fortunati. di alcuni punti nei programmi dei partiti politici di ogni colore. Poi ognuno decide chi votare anche se devo ammettere di non capisco perché un cristiano voti per un partito con programmi come sopra indicati. Mi fa piacere che alcuni miei amici cattolici condividono il mio punto di visto.

Grazie per l’attenzione e distinti saluti.

Johannes Agterberg

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  1. Non capisco perchè l'avvenire dovrebbe rispondere ad una lettera simile, non mi pare che ci sia scritto nulla di
    diverso dal solito pensiero di un qualsiasi sinistroide.
    in ultimo la cei quando in passato è intrvenuta su questioni politiche italiane ha fatto malissimo ma poi ad un non credente cosa cavolo gliene può fregare del pensiero della cei ?

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  2. Resta comunque il fatto che, le Partite iva, in Italia, (ovverosia qualsiasi tipo di impresa registrata fiscalmente in Italia), debba all'erario una percentuale inaudita dei propri ricavi, con l'aggravio -solo in Italia- dell'acconto sui presunti utili dell'anno lavorativo che deve ancora venire.
    Un assurdo, un obbrobrio che ha fatto si che le aziende più grandi, e quindi con maggiori possibilità, abbiano pressochè tutte trasferito la propria sede all'estero, per lo più, caro Johannes, proprio nel tuo paese di origine: l'Olanda.
    Paese in cui, evidentemente, vige uno Stato meno vorace e più efficiente del nostro.
    L'intento di abbassare le tasse, quindi, non deve essere letto come un gratuito favore ai ricchi, ma come un modo di tutelare le aziende, e , quindi, le assunzioni, in un momento molto difficile per la nostra economia, dopo la pandemia e i rincari energetici che vedono l'Italia fanalino di coda in Europa per capacità di produrre energia.

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