… A ruota libera domenicale

Dunque, cari amici, riprendo la consueta dissertazione domenicale, alla luce della situazione politica locale che è in pieno fermento elettorale.

Siamo tutti che pendiamo dalle labbra di Pierluigi Mascetti, il quale in questi giorni ha ricevuto una serie impressionante di richieste di cittadini che lo pregano di candidarli.
Tutti a sgomitare per sostenere lo strascico del sovrano.
Mascetti si sente forte e lo è.
Ha i mezzi per amicarsi le famose associazioni, anche di Cavallasca, promettendo finanziamenti reali, non fittizi, come fece il nostro predecessore, che promise mari e monti a cani e porci quando in realtà il suo conto era già estinto e che per questo si schiantò conto il muro, fracassando l’auto e uscendo malconcio lui stesso e la sua giunta.
Mascetti ora ha l’occasione storica – da una posizione di forza – di dimostrare apertura mentale, coraggio, senso del dovere e del giusto, se aprirà ad almeno 4 cavallaschini nella sua squadra, secondo il reale rapporto di abitanti del nuovo Comune venutosi a formare.

Se non lo farà, e alcuni segnali ci indicano che non abbia intenzione di farlo, significa che non intende spartire la gestione del potere e delle responsabilità con persone che possano dargli ombra e che non rispondono direttamente a lui ma alla propria coscienza, si dimostrerà debole.
Abile finchè volete.
Ma debole.
Capace e fattivo finchè volete.
Ma debole.

Il ricandidare la sua squadra nella sua quasi interezza, se non fosse per almeno una donna che prenderà con ogni probabilità dalla parrocchia di Cavallasca, ciò non dovrà essere interpretato come un gesto di riguardo verso i suoi uomini, ma come un gesto di spregio nei confronti dei cavallaschini tutti.
Tutti.
Compresi i responsabili del disastro economico che ora sono ai bordi ad osservare cosa facciamo noi per poi tentare eventualmente di riaccreditarsi agli occhi dell’opinione pubblica.
Insomma, cari amici, la politica locale non smette di essere macchinosa e a misura non di idee e programmi ma di personalità e del saper cavalcare l’onda come su di un surf.
Ora il tempo comincia a stringere e staremo a vedere cosa succederà in questi giorni.
Di sicuro non permetteremo che Cavallasca resti senza una sua rappresentanza, così come la parte orfana di San Fermo, che in Mascetti non si è mai riconosciuta e che certamente scenderà in campo.
Amalgama sarà la caserma ex Gdf del Monte Sasso.
Sanfermi e cavallaschini infatti, su questo sono uniti: non vogliono altri arrivi, meno che mai che venga creato un ghetto in mezzo ad un bosco.
Ci sono 1003 firme a suffragare la nostra esistenza.
Partiremmo da lì.

vittorio belluso

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