Recentemente, a proposito di Islam, avevamo posto l’accento sul buonismo, ossia quel modo di essere e di sentire che a tutti i costi cerca di distinguere il terrorismo jihadista dall’islamismo moderato così da poter continuare ad accogliere i migranti, ritenuti, solo perché sedicenti profughi, di per sé moderati e così da poter illudere prima se stessi e poi il mondo che i musulmani non terroristi sono buoni, integrabili e per nulla carichi di odio, livore o quantomeno risentimento nei confronti dell’Occidente.
Così come buonisti sono tutti coloro che hanno spinto per abrogare il reato di clandestinità e vanificare ogni possibilità di rimpatrio immediato per chi si trova irregolarmente sul nostro territorio.
Urge qualche considerazione e cioè:
– non é scritto in fronte se il migrante, che  per giunta al 90% é privo di documenti ed al 9% li ha fasulli, sia profugo o terrorista;
– i terroristi che volevano o vorranno entrare non hanno avuto o hanno ingresso più comodo di quello della via dei migranti, ovviamente “evitando di qualificarsi”;
– i 50mila miliziani dell’Isis, salvo poche decine, non sono schedati e non risultano quindi in qualche elenco di polizia;
– come detto altre volte, il 60-70 % dei migranti si sottrae ad ogni controllo appena sbarcato, si disperde sul territorio e, se viene intercettato in tempi successivi, riceve un invito a lasciare il nostro Paese, scarsamente incisivo perché non coattivo.
Tutto questo dovrebbe bastare per consigliare a tutti, buonisti in testa, di essere più prudenti, più rigidi e più determinati nell’accoglienza e nel trattamento dei clandestini invece di continuare ad insistere che “non bisogna confondere i terroristi con i profughi”, affermazione che giá da sola, per quanto sopra detto, configura un’idiozia (e meraviglia che gente apparentemente colta ed intelligente non capisca concetti così elementari).
Ma, ciò premesso, seguono immediatamente altre considerazioni e cioè:
– La religione islamica considera infedeli tutti i non musulmani;
– per il Corano gli infedeli vanno cacciati dalle terre islamiche e sopraffatti (jihad inteso come sforzo difensivo) ma, secondo l’interpretazione sunnita, la propria terra é il mondo e quindi la lotta deve essere combattuta dappertutto ed é un obbligo religioso (jihad offensivo);
– nella migliore delle ipotesi dunque gli islamisti non ci vogliono cacciare ma pur sempre infedeli ci considerano e quindi la loro tolleranza é più di convenienza che vera. Tant’é che, di fronte agli eccidi dei terroristi, rimangono indifferenti e non li condannano (salvo poche eccezioni) o, addirittura, come accade sovente, comunque esultano (si vedano Turchia, dichiarazioni televisive e quant’altro)

E noi continuiamo a lasciare spazio ai buonisti….ed a lasciarci sopraffare dalla loro ostentazione di progressismo ad ogni costo.

Tiger

stato islamico

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)
Print Friendly, PDF & Email