Dunque, il dibattito di ieri, ha scontentato molti fra gli spettatori.
Presenti in sala molte meno persone rispetto ad 1 anno fa, segno che queste elezioni appaiano quanto meno ‘anomale’.

A vincere è stato il nervosismo da entrambe le parti.
Alle provocazioni di Tiso, mai corredate da proposte programmatiche e sempre dichiarazioni generiche di volontà di intenti, sono seguite le risposte stizzite del primo cittadino il quale, quando non è contornato come di sua abitudine da yes men o yes woman, mostra il ‘lato oscuro’ del suo carattere.

Insomma Mascetti ha abboccato come un novellino alle provocazioni del ‘marpion Tiso’.

Per Tiso, nella sua lunga esposizione iniziale, niente di quanto fatto ad oggi dall’amministrazione va bene.
Neppure la piazza, a suo dire, piena di trabocchetti archittettonici.
La nuova strada da accordi quadro di via Ravona?
Inutile, solo consumo gratuito di suolo.
La scuola Montessori al Somaini?
Bisogna parlarne ma non è quella la sede adatta
Il rifacimento milionario della scuola materna di Cavallasca di proprietà della parrocchia?
Qui per non urtare il potente parroco, Tiso si è nascosto dietro ad un” bisogna valutare l’idoneità della sede e studiare se non ve ne siano altre più consone”.
… L’idoneità della sede, non la scorrettezza di usare le nostre risorse economiche a favore di un ente equiparabile in tutto e per tutto ad un privato.

D’altro canto, per continuare l’analisi degli interventi salienti del dott.Tiso, non tutto ciò che ha detto ci ha trovato discordi.

Per esempio siamo d’accordo con lui sull’investire nel rifacimento delle tubature di fogne e acquedotti che ora disperdono troppo.
Investimenti non paganti dal punto di vista del ritorno di voti, ma importantissimi ai fini della salute pubblica e del risparmio energetico, quindi della contenzione dell’inquinamento ambientale.
( n.b. L’energia elettrica che si spreca per pompare l’acqua nelle tubature di San Fermo costa, secondo l’ingegnere che abbiamo interpellato, non meno di 70 – 80.000 euro l’anno e viene prodotta anche da centrali elettriche riconvertite che bruciano carbon fossili inquinanti, visto che in Italia il nucleare è stato abolito).

Mascetti, dal suo canto, ha potuto essere più concreto, elencando le opere realizzate sotto il suo governo.

Opere che non si possono non apprezzare, che hanno migliorato notevolmente la qualità della vita dei residenti.
Ha anche sottolineato come, per gli ex residenti di Cavallasca, le tasse siano drasticamente diminuite.
Si è però arrampicato sugli specchi allorquando, su di una precisa ed intelligente domanda di uno spettatore che chiedeva se si fosse pensato a collegare Ca’Martello col resto del paese, ha equiparato un ipotetico sentiero nel parco della Spina Verde allo studio sul tavolo del presidente Giorgio Casati, ad un percorso a bordo strada provinciale su di un bel marciapiede.
Ma ve la immaginate la vecchietta residente a Cavallasca, o la mamma col passeggino, o il portatore di handicap sulla sedia a rotelle, NON auto muniti, che per andare a fare la spesa nel nuovo supermercato di Colverde passano dal bosco??
Suvvia, non diciamo stupidaggini!
Un marciapiede è un marciapiede!
Un conto è essere un passante, un conto un escursionista con picozza!
Sorge quindi spontanea una domanda sull’argomento marciapiedi, a suo tempo argomento con cui la giunta Ronchetti truffò gli sprovveduti che gli diedero la preferenza, facendo credere, appena tre anni fa, che con lei, e solo con la riconferma, la realizzazione del marciapiede fosse imminente da parte della Provincia.
Dal momento che esiste uno studio di fattibilità successivo, da parte della provincia, che -guarda caso- coincide per difetto a quanto preventivato per il rifacimento dell’asilo di proprietà della parrocchia, NON SAREBBE INFINITAMENTE Più GIUSTO, ora che i soldi ci sono, corretto e PAGANTE, spendere il milione e passa di euro per realizzare il famoso marciapiedi per Ca’ Martello promesso in campagna elettorale 2014 e mai realizzato?
Io non avrei dubbi.
E’ questo quello che farei.

Forse è per questo che poi perdo le elezioni pur avendo un grande zoccolo duro: non sono capace di amicarmi la parrocchia ed i suoi assidui frequentatori.

vittorio belluso

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