A scapito di ogni equivoco o strumentalizzazione di quel che vado sostenendo da qualche tempo, desidero puntualizzare alcuni punti trattati nei giorni e nelle settimane scorse.

Tanto per cominciare zittisco subito chi, o per malafede o ignoranza manifesta, va sostenendo ch’io vorrei far chiudere l’asilo.
Nell’articolo CLIENTELISMO E OPPORTUNISMO, QUESTA È LA POLITICA DEL PAESE,  ho scritto nero su bianco che l’asilo sarebbe auspicabile, nell’interesse dei bambini, della collettività e della parrocchia stessa, che venisse trasferito ove ora vi è la scuola elementare che, a sua volta si potrebbe trasferire a San Fermo, accorpandola alla scuola elementare già esistente.
Questo dice la logica, l’intelligenza, la ricerca del miglior servizio, la ricerca del miglior risparmio.
Una volta ‘liberato’ l’immobile inadeguato ove ora è ubicato l’asilo, (foto) la parrocchia potrebbe farne quel che vorrebbe, trasformarlo in un ricovero per anziani per esempio, o venderlo con un plus valore con un bonus volumetrico ad hoc.
La gestione dell’asilo, nella nuova sede, sarebbe sempre sotto l’egida e la responsabilità diretta e indiretta della parrocchia, esattamente come è adesso.
Ditemi voi, cosa c’è di così terribile in tutto ciò?

Terribile è che si pensi di spendere buona parte degli incentivi di Stato derivanti dall’incorporazione di Cavallasca in San Fermo per investirli in una struttura non solo inadeguata, ma non di proprietà del Comune.
Ciò è stupido, prima ancora che politicamente utile.
E’ una cosa che fa a botte con la logica, con l’uso coretto e rispettoso delle finanze pubbliche.
Chi non comprende questa cosa, semplicemente non è all’altezza di occuparsi di queste questioni.

Ed è esattamente questo che le donne di Cavallasca, se elette, dovranno fare: accertarsi che almeno il 50% delle 750.000 euro annue che arriveranno dallo Stato italiano come incentivo, vengano spese per abbassare le tasse dei residenti di Cavallasca, per asfaltare le strade ora rese un gruviera dalla amministrazione precedente, che i lavori di urbanizzazione del nuovo quartiere residenziale di via Borsellino vengano ultimati come diritto dei nuovi residenti che hanno pagato fior di quattrini ad imprese ormai sparite perchè venissero fatti lavori che non sono stati fatti, per manutenere quel gioiello che è villa Imbonati, per far si che i servizi esistenti vengano mantenuti e anzi anche ampliati.
Questo devono fare le donne consigliere di Cavallasca e questo è ciò che noi ci aspettiamo da loro.

vittorio belluso

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)
Print Friendly, PDF & Email