Fa specie il servizio di Espansione TV sul caro parcheggio Ospedale St.Anna.
Fa specie poi, l’atteggiamento oltremodo spocchioso che il nostro sindaco ha assunto pubblicamente anche questa volta.
Noi sanfermini siamo ormai invisi a tutti gli abitanti della provincia di Como, perchè siamo visti come degli “speculatori” che lucrano sulla salute dei comaschi.
Siamo visti come quelli che se ne fregano del prossimo e si crogiolano a guardare le fontanelle colorate, le rotonde con gli alberi storti in mezzo, i dossi alti mezzo metro disseminati ovunque sulle strade di San Fermo che fanno la gioia dei meccanici e dei carrozzieri della zona (soprattutto dei ricambisti di sospensioni e relativi braccetti).
E, di tutto questo, non abbiamo altro che da ringraziare il nostro sindaco, che, trincerandosi dietro ad un “accordo di programma” che si sgretola ogni giorno di più, pare non vedere la realtà.
Realtà che – come abbiamo già scritto in passato – parla di un’Italia in gravissima crisi economica con un Governo incapace di fornire risposte di rilancio, di tasse in continuo aumento, di Comuni a corto di fondi che non riescono più nemmeno a garantire i servizi essenziali, di un ospedale provinciale che ha tempi di attesa lunghissimi per chi si si reca al Pronto Soccorso, o per chi deve effettuare una visita specialistica.
Ed in questo quadro di tristezza spicca un parcheggio costosissimo, maltenuto, pieno di infiltrazioni d’acqua e spesso esaurito per numero di posti, che fa innervosire ulteriormente coloro i quali si recano al nasocomio.
L’ospedale è di tutti, tutti dovrebbero poter accedere con eguali diritti e doveri.
Invece no. In virtù di una postilla nel contratto redatto in tempi ben diversi da oggi dallo stesso Mascetti con gli organi provinciali e regionali che cedettero su tutto pur di poter finire i lavori di realizzazione dell’ospedale, i sanfermini non pagano il parcheggio, a differenza di tutti gli altri.
Ciò ingenera invidia negli utenti dell’ospedale, ma anche indignazione. Perchè è un privilegio ingiusto. Elettoralmente pagante, ma ingiusto.

Come abbiamo scritto in un passato non sospetto in tre articoli (leggi qui Nato a San Fermo della Battaglia e qui in Regione stanno tentando di togliere i proventi dell’ospedale e qui Ospedale: Mascetti arroccato sulla difensiva si spezza ma non si piega), la proposta del consigliere regionale Orsenigo è sensata. (E secondo noi ripresa proprio da questo blog). Si tratterebbe per noi sanfermini di rinunciare ad una piccola parte degli incassi provenienti dal parcheggio per lasciarli all’ospedale, affinchè li investa nei miglioramento dei servizi, Pronto Soccorso per primo.
L’ostracismo del nostro sindaco – certo di interpretare la volontà della maggioranza dei nostri concittadini – non farà altro che acuire le tensioni. 

Che altro dire?
Riportiamo un stralcio del botta e risposta fra Orsenigo e Mascetti, rilasciate alla TV di Como:

Orsenigo:“L’importo che genera (l’ospedale ndr) supera il milione di euro all’anno. Tutto ciò è regolare? E’ possibile che esista una convenzione a titolo gratuito per San Fermo e senza una data di conclusione?”, conclude l’esponente del PD.

Mascetti: “L’accordo di programma è diventato legge dovrebbe saperlo il consigliere Orsenigo dato che è stato siglato anche da Regione Lombardia. Ora per modificarlo è necessario il consenso di tutti coloro che lo hanno sottoscritto”. Poi il sindaco spiega: “L’ospedale sorge sul territorio di San Fermo. A noi è stata portata via una parte significativa di territorio e tra le condizioni per realizzare il nuovo ospedale c’era appunto la gestione del parcheggio”. “E’ un’entrata significativa per il nostro comune e buona parte degli introiti – continua Mascetti – è destinata ai servizi sociali”. Sulle tariffe considerate dai cittadini troppo elevate spiega: “Siamo andati incontro agli utenti con gli abbandonamenti o la tessera che consente con l’acquisto di 10 ingressi a 15 euro”.

Ultima nostra considerazione: il sindaco di San Fermo, quando tira in ballo i fini sociali degli introiti, dimentica di dire che buona parte di essi vengono regalati alle parrocchie, sotto forma di investimenti (opinabili pure essi), al fine di accattivarsi le simpatie della chiesa.

vittorio belluso

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